SCICLI – Il recapito dell’invito diventato un caso. Documentazione in mano, la presidente del Consiglio comunale, Desirè Ficili, afferma con sicurezza che il messaggio è “regolarmente partito” dalla casella pec del Comune e approdato in quella dell’Asp di Ragusa. Oggetto della comunicazione la seduta consiliare convocata in adunanza aperta sul CPA da realizzarsi all’ospedale “Busacca”, a cui non hanno partecipato i vertici dell’azienda sanitaria provinciale; un’assenza che ha scatenato la protesta dei consiglieri di maggioranza, con l’abbandono dell’aula consiliare.
Ficili si dice “sorpresa e amareggiata” nel leggere le dichiarazioni del direttore dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago, secondo cui non vi sarebbe stato “alcun invito formale” al Consiglio comunale in questione.
“La verità – spiega la presidente – è semplice: l’invito è stato regolarmente inviato tramite pec, come attestano gli atti ufficiali del Comune. Avevo dato istruzioni precise agli uffici, che hanno adempiuto con scrupolo. Chi afferma il contrario non è correttamente informato o sta tentando di spostare l’attenzione altrove”.
Per colei che siede sullo scranno più alto dell’aula consiliare, “il punto della vicenda non è l’Asp, ma chi la guida, in quanto oggi sceglie di polemizzare invece di confrontarsi. Ed è una scelta grave, perché mentre si discute di inviti mai mancati, la realtà è un’altra: Scicli sta pagando un prezzo altissimo in termini di servizi sanitari”.
Chiaro il riferimento al “Busacca”, un tempo ospedale “vero”, con reparti, attività, dignità. “Oggi – prosegue Ficili – è diventato un’ombra di ciò che dovrebbe essere. Non saprei più nemmeno definirlo: certamente non un presidio all’altezza dei bisogni reali della popolazione”.
La “colpa”, stando alla presidente del civico consesso, sarebbe di quella sanità che “ragiona prima con il portafoglio e poi con la coscienza. Come se i conti – aggiunge Ficili – dovessero tornare a scapito dei cittadini più deboli. Inaccettabile tagliare, ridurre, depotenziare nel momento in cui c’è di mezzo di salute pubblica: vietato risparmiare!. Non si fa aritmetica con i più fragili! Ecco perché, dopo questo episodio, il Consiglio comunale di Scicli non intende più subire silenzi né rinvii”.
“Chiederemo con forza (e con atti formali) – termina la presidente – ciò che il Busacca merita davvero: un vero rilancio, non un contentino, un progetto strutturale, non un palliativo, una sanità finalmente rispettosa di Scicli e dei suoi cittadini. Non è più tempo di sotterfugi, né di giustificazioni inconsistenti, basta considerare questa città come un margine sanitario della provincia. Scicli esige rispetto. E oggi lo rivendica con voce chiara”.
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