Scicli “assapora” l’intraprendenza giovanile, una pizza “rivoluzionaria” da sfornare

PUBBLICITÀ - Un segnale promettente per la città. Domani, alle ore 18.30, inaugura Don Tabarè, un progetto che non è solo una pizzeria, ma un laboratorio di lievitazione ed evoluzione, nato dalla visione del giovane Lorenzo La Guardia e dalla forza di una famiglia che crede nel futuro. Oltre il gusto: “Unico grande obiettivo la convivialità̀”

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SCICLI – Proporsi con le proprie idee innovative investendo su Scicli. L’imprenditoria giovanile in città è viva. Se trova le condizioni adatte non esita a passare dalle parole ai fatti, mettendo le mani in pasta e “sfornando” delle golose opportunità di sviluppo economico e sociale. L’esempio è subito servito.

Annunciata come la “rivoluzione” della pizza, il giovane Lorenzo La Guardia, supportato nella scelta da una famiglia che crede nel futuro, ha accettato l’intrigante sfida: creare non una semplice pizzeria, ma un laboratorio di lievitazione ed evoluzione, nel cuore barocco della città, chiamato “Don Tabarè”. Domani pomeriggio, alle ore 18.30, in via Aleardi si concretizzerà la visione del talentuoso sciclitano, cresciuto tra i sacchi di farina, respirando quotidianamente il profumo dell’impasto. Lorenzo ha mosso i primi passi nel mondo della pizza a soli 14 anni proprio a Scicli. “Quella che era nata come una passione – spiega – si è presto trasformata in uno studio rigoroso dei panificati, portandolo a valicare i confini nazionali.

Dopo tre anni intensi a Parigi, fondamentali per la sua crescita professionale e umana, ha perfezionato la sua tecnica all’Alma, la prestigiosa Scuola Internazionale di Cucina Italiana. “Qui, a contatto con i grandi maestri – aggiunge il titolare del rinnovato ‘Don Tabarè’ -, ho maturato la decisione definitiva: tornare nella mia città e mettermi in gioco con una nuova consapevolezza. Voglio portare a tavola ciò che ho imparato: studio e tanta gavetta. La mia idea di pizza è semplice: un prodotto sincero, lavorato con umiltà, che ha come unico grande obiettivo la convivialità“.

Come detto poc’anzi, Don Tabarè è tutt’altro che un’impresa solitaria: si presente come un’attività orgogliosamente a conduzione familiare. Accanto a Lorenzo ci sono mamma Melissa, che ha scelto di investire sul talento del figlio, e il fratello Gabriele, figura fondamentale nell’accoglienza in sala. “Sono loro – afferma l’ideatore del progetto – le colonne portanti di questo sogno, a cui ha creduto per prima mia madre. Il nostro ingrediente segreto? L’equilibrio perfetto tra rigore professionale e calore domestico.

La pizza da gustare in un luogo denso di memoria. Un tempo chiesa, poi dolceria, cocktail bar e infine steakhouse, Don Tabarè si appresta a trasformarsi in laboratorio contemporaneo di impasti di alta qualità. “Qui vige – prosegue Lorenzo – l’imperativo ‘Don’t Eat Ordinary’. La materia (farina, acqua, calore) viene trattata meticolosamente per creare basi leggere e digeribili, supporto ideale per topping che uniscono la tradizione siciliana a una visione internazionale. Non solo pizza: il percorso è accompagnato da una selezione di “Vini Ribelli” e cocktail, pensati per favorire lo stare insieme”.

Domani l’apertura con un evento pensato per immergersi nell’atmosfera del locale e conoscere Lorenzo, Melissa e Gabriele. Una serata inaugurale tra drink e assaggi delle Signature Pizza: si accenderà il forno di quello che promette di diventare il nuovo riferimento per la “fermentazione sociale” della città, tutto accompagnato dalla selezione musicale a cura di Vincenzo Allibrio. Pronta da sfornare la pizza “rivoluzionaria”, un bel segnale per l’economia locale, incitata da più parti a tirar fuori il meglio dai suoi giovani, creando nuovi punti di aggregazione in centro.

 

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