SCICLI – Ai botti non hanno rinunciato, nonostante fosse in vigore l’ordinanza del sindaco Mario Marino che ne proibiva l’uso durante i festeggiamenti.
Pure a Scicli, come nel resto d’Italia, la notte di Capodanno è stata preceduta e seguita dallo scoppio di numerosissimi petardi. Uno di grosse dimensioni, ad esempio, qualcuno lo ha acceso alla Consolazione, in corrispondenza della parte laterale della chiesa che si affaccia su via Dolomiti. L’esplosione, verosimilmente avvenuta dopo la mezzanotte del primo gennaio, ha causato danni non indifferenti.
Una porzione di pavimentazione in mattonelle, nel punto della deflagrazione, è stata rovinata; colpita pesantemente anche una panchina posizionata sul marciapiede che costeggia lo storico edificio religioso. L’onda d’urto è stata notevole. Come confermato a SVN da don Nello Garofalo, lo scoppio ha mandano in frantumi una delle tre finestre a lunetta poste sull’ingresso laterale della Consolazione.
Anche in altre parti della città si contano danni. Squarciate diverse parti di asfalto e marciapiedi, su cui sono stati accesi petardi, con alcuni di essi che hanno fatto sobbalzare varie volte la città, terrorizzando animali domestici e selvatici, per i potenti boati.
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