SCICLI – Plus pregiatissimo. Il MACc si è rivelato un valore aggiunto per Scicli, in grado di fondere la sua dimensione di meta turistica marinara con l’offerta di un giacimento culturale di eccellenza. Quadro dipinto nel finissage della mostra “L’Opera delle formiche” di Emilio Isgrò ospitata nel Museo d’Arte Contemporanea del Carmine, inaugurato a maggio dello scorso anno e diventato un vero caso di studio nazionale per la complessità della vicenda amministrativa che lo ha interessato.
La conclusione dell’esposizione è stata celebrata con la presentazione del 21esimo rapporto di Federculture, alla presenza del presidente Andrea Cancellato, del direttore Alberto Bonisoli e del Sovrintendente dell’Inda di Siracusa, Daniele Pittèri.
Ospite d’onore della serata Isgrò, intervenuto nel dibattito sullo stato di salute della produzione culturale in Italia, confrontandosi con i relatori. Fra questi Graziana Papale dell’associazione culturale Sikarte, impegnata nella proposizione di alcune grandi mostre in Sicilia orientale. Padrone di casa il sindaco Mario Marino, affiancato dall’assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Mariotta.
La presentazione del report al MACc ha definito un momento qualificante e di riconoscimento del lavoro svolto sul piano culturale in questi ultimi anni in città. È stata rimarcata la prestigiosa collocazione di Scicli tra le medie città italiane, con popolazione fra i 24 mila e i 100 mila abitanti, che rappresentano la nuova nervatura della produzione culturale italiana. Lodato anche l’impegno dell’amministrazione comunale, la quale ha insistito molto sulla creazione del nuovo spazio museale.
Le riflessioni del presidente Cancellato e del direttore Bonisoli hanno riguardato le leve della promozione della diffusione dell’esperienza legata alla cultura, fra Art Bonus, leva fiscale e proposta di unificazione dell’Iva al 5% su tutti i prodotti culturali, fase Covid e nuovo approccio tecnologico alla fruizione, nella consapevolezza che il turismo fonda la sua forza sulla proposta culturale del territorio.
Qui il sovrintendente Pittèri ha posto l’accento sull’importanza della originalità e della univocità della proposta, che deve essere autentica, inconfondibile, unica, riconoscibile. Da Papale, di Sikarte, è stato ancora sottolineata la necessità di fare rete fra le mostre d’arte che il territorio offre, creando sistema, facendo squadra, giocando di rimbalzo fra un’esperienza e l’altra.
Il maestro Isgrò ha concluso riproponendo la sua poetica delle formiche, che in maniera alacre, silenziosa, operosa, costruiscono la loro opera, che nel nostro caso è la cultura, senza indugiare nel sicilianismo, nel gattopardismo, nella retorica dei Pupi siciliani e dei vecchi retaggi che restituiscono un’immagine oleografica della Sicilia.
La serata è stata conclusa dall’affascinante concerto nel chiostro del Convento del Carmine di Daniele Ricca, che, con il suo violino, ha proposto un repertorio che dal classico va alla musica da film fino a Ludovico Einaudi. Infine, un brindisi di augurio per la prossima, prestigiosa mostra. Da Scicli è partito un nuovo manifesto culturale per l’Italia.
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