SCICLI – La reclusione del presunto omicida, G. A. 43enne di Scicli, non ha segnato la fine delle indagini sul delitto di Giuseppe Ottaviano. Nel pomeriggio di oggi sono stati condotti dai Carabinieri dei nuovi sopralluoghi, soffermandosi sulla scena del crimine e sulle strade circostanti a via Manenti. Si tratterebbe di rilievi tecnici di completamento della pista investigativa seguita, senza escludere la necessità di reperire, eventualmente, ulteriori elementi su nuovi sviluppi investigativi, maturati dal 5 novembre scorso, giorno in cui è stato arrestato il presunto assassino del 40enne.
L’odierna attività di osservazione ha interessato, in particolare, le vie circostanti, sulle quali è stato sospeso temporaneamente il traffico veicolare, per consentire gli accertamenti da parte dei militari dell’Arma. Tipologia di rilievi esterni che fa presupporre una ulteriore mappatura delle strade e un “cronometraggio” dettagliato dei possibili percorsi che conducono alla scena del crimine.
Il cadavere di Ottaviano fu trovato in camera da letto la sera del 12 maggio del 2024, giorno successivo rispetto a quando si farebbe risalire la brutale aggressione. La terribile scoperta venne fatta da un amico e alcuni familiari che decisero di recarsi nell’abitazione, dopo che il 40enne non aveva risposto al telefono per diverse ore. Ottaviano fu ferocemente picchiato e lasciato agonizzante prima di morire.
La svolta nelle indagini arrivò con l’arresto del presunto omicida. A carico di G. A il Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ibleo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa. Passionale il movente: G. A., compagno dell’ex fidanzata della vittima, avrebbe senza esitazioni intimato ad Ottaviano di non cercare più la donna. Ma i reiterati tentativi del 40enne di mettersi in contatto con lei nei giorni antecedenti all’omicidio avrebbero indotto la persona arrestata a predisporre, stando alla ricostruzione del procuratore capo Francesco Puleio, una sorta di “spedizione punitiva”.
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