SCICLI – Cordone naturale contro la forza devastante del mare. Le dune vanno protette anche per schermare spiagge ed entroterra dalle onde “divoratrici” durante le tempeste.
Scicli è reduce da violente mareggiate che hanno causato danni non indifferenti. In alcuni punti della fascia costiera le problematiche, però, sono state lievi. Non una casualità a detta del comitato Micenci, che dà un motivo in più per proteggere i sistemi dunali. “Il ciclone Harry – si legge in una nota -, se mai ce ne fosse stato bisogno, considerando quanto già successo nel 2010 e 2019, con i marosi che provocarono danni al lungomare di Cava d’Aliga e a quello di via Marina a Donnalucata, ha messo in evidenza il ruolo positivo delle dune nel contrasto alle mareggiate”.
La comparazione è presto fatta. “Dove le dune sono presenti – spiegano dal comitato – i danni sono stati minimi o, addirittura, nulli. Altrove, invece, grosse problematiche. Un caso esemplare è rappresentato da quanto successo in contrada Pezza Filippa, dove qualcuno ha pensato, non si sa perché, di aprire un varco tra le dune in senso perpendicolare alla costa. In quel punto le onde sono arrivate all’interno della strada minacciando le case. Proprio lì, nell’ottobre 2024, 100 metri di duna sono stati letteralmente spianati dalle ruspe, mettendo a rischio immobili e persone. Nelle zone in cui, invece, le dune sono state mantenute queste hanno agito da ‘scudo’ naturale, riducendo l’impatto della mareggiata e salvaguardando l’entroterra dall’inondazione. Ciò è accaduto al Palo Rosso, al Palo Bianco e a Micenci. La salvaguardia delle dune non è un vezzo, ma prevista da convenzioni internazionali e dalla normativa nazionale, oltre che dal buon senso”.
Il comitato Micenci aggiunge: “Senza contare che i cumuli sabbiosi costieri rappresentano una riserva preziosa in grado di rialimentare le spiagge durante le fasi erosive, garantendo il ripascimento naturale degli arenili in caso di tempesta e riducendo l’arretramento della linea di riva”.
Dal gruppo firmatario viene redatta una lettera, indirizzata al sindaco Mario Marino, al dirigente della Struttura Territoriale Ambientale del Demanio Marittimo di Siracusa/Ragusa, Francesco Moscuzza, e al Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali della provincia iblea, Antonino De Marco, sottolineando come i motivi per tutelare le dune siano tanti e molto convincenti. “A partire da quanto sostiene – scrive il comitato Micenci – dal Comune di Scicli nel documento preliminare del PUG sul sistema dei parchi dunali, in cui rientra quello di ‘Donnalucata Micenci – Pezza Filippa – Spinasanta’. Trattasi di una stretta fascia costiera che si sviluppa lungo il litorale orientale donnalucatese, che, benché trasformata da utilizzazioni improprie e da attività edilizie incongrue, presenta ancora un interesse naturalistico che può essere tutelato e valorizzato attraverso interventi di rinaturazione”.
Ne consegue una precisa richiesta. “Chiediamo quindi – riporta il documento – di vigilare affinché nessuno modifichi o distrugga le dune, di informare tutti i proprietari delle abitazioni che danno sul mare dei divieti e dell’importanza di tutelarle. E ancora. Provvedere ad una bonifica, per quanto possibile, dai rifiuti inerti e materiali plastici delle serre che la recente mareggiata ha portato in evidenza; riutilizzare la vegetazione di cymodocea spinosa spiaggiata per stabilizzare i cumuli sabbiosi e di non spianarli sulla spiaggia di ponente, perché hanno la funzione di impedire danni al lungomare”.
Data, infine, dal comitato Micenci la disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale. “Coinvolgete, quando si deciderà – termina la nota -, la popolazione e le associazioni sulla gestione della costa, come previsto Piano di Azione per la protezione dell’ambiente marino e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere”.
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