SCICLI – Nel dizionario collettivo ormai il vocabolo più gettonato. L’intelligenza artificiale da qualche anno è entrata straordinariamente nella vita di tutti i giorni.
Un exploit con pochi precedenti nella storia di cui è difficile prevederne la fine e gli effetti. Con l’AI non è finita qui. Lo hanno detto le diverse slide proiettate nel primo appuntamento de “I Venerdì del Museo”. Dai byte all’intelligenza artificiale, l’evoluzione di una rivoluzione, raccontata abilmente da Vincenzo Carbone e Danilo Giacchino. I due relatori, a cui è spettato l’arduo compito (portato a termine egregiamente) di inaugurare la rassegna culturale, organizzata annualmente dal Museo del Costume, con l’associazione “L’Isola” e l’Ecomuseo del Costume e della Terra del Bassopiano Ibleo, hanno incuriosito il pubblico.
Raccogliendo gli input lanciati dal professore Gaetano Celestre, da Carbone e Giacchino è stato composto un quadro approfondito di un argomento tanto attuale quanto affascinante. La sala convegni del Museo del Costume ha mostrato grande interesse. Esplorata in lungo e il largo l’AI. Parecchie le curiosità offerte su concetti quasi sconosciuti, ampliando le conoscenze sulla digitalizzazione. Il titolo dell’appuntamento (“Quotidianità artificiale. L’integrazione invisibile dell’AI nei flussi di lavoro quotidiani: dalla Sanità agli Enti Locali, dalla Musica alle arti visive”) ha destato fin dalla vigilia l’interesse di molti, andando ben oltre le aspettative.
La rassegna culturale torna la prossima settimana. Venerdì 20 febbraio, alle ore 17.30, sempre al Museo del Costume di via F. M. Penna, il secondo incontro, “Enea in Sicilia: tra mito ed encomio del campanile”, che prende spunto da un documento rinvenuto da Giovanna Giallongo, proponendo le questioni del verosimile nella letteratura con Giovanni Denaro e Gaetano Celestre.
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