Pareri “incolonnati” sul tratto autostradale Modica-Scicli

Deputati regionali, sindacati, movimenti politici, consiglieri, associazioni di categoria: tante le reazioni dopo il Consiglio comunale aperto di giovedì sera. Il sindaco Mario Marino firma un documento congiunto

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SCICLI – La moltitudine di commenti rende molto “trafficato” il tratto autostradale Modica-Scicli, impresso per ora solo sui progetti “dimenticati”. Il Consiglio comunale aperto di giovedì sera sull’infrastruttura viaria ha ridimensionato ulteriormente le possibilità di una sua futura realizzazione, non dando grandi speranze su un prossimo reperimento delle risorse economiche necessarie.

In aula consiliare un dibattito che ha deluso molti, anche per via dell’assenza di rappresentanti del Governo regionale e della deputazione di maggioranza di centro-destra. Ne è venuto fuori un messaggio che i deputati regionali Nello Dipasquale (PD) e Stefania Campo (M5S), insieme al sindaco Mario Marino, alla Cgil e Cna di Ragusa, rappresentate, rispettivamente dai segretari provinciali Peppe Roccuzzo e Carmelo Caccamo, traducono, per mezzo di un documento congiunto, in una “necessità di decisioni concrete”. Per tale ragione, i firmatari ribadiscono la volontà di “avviare nelle prossime settimane una incisiva mobilitazione del territorio che parta dal basso, un’azione unitaria finalizzata a sollecitare le istituzioni competenti, a partire dal Governo regionale, all’individuazione immediata delle somme necessarie al completamento dell’opera”.

I cinque firmatari della nota pretendono interlocuzioni ufficiali, atti amministrativi concreti e tempi certi.L’autostrada Siracusa–Gela – termina il comunicato – non è una rivendicazione campanilistica: è un’infrastruttura strategica per lo sviluppo, la sicurezza stradale, l’attrattività economica dell’intero sud-est siciliano. Obiettivo trasformare anni di attesa in stanziamenti e atti formali.

Anche la consigliera comunale di Start Scicli, Consuelo Pacetto, ha voluto dire la sua. “Bisogna avere l’onestà politica – è stato da lei detto – di riconoscere che vi è stato un fallimento su tutti i livelli istituzionali e trasversalmente ai diversi schieramenti politici, incapaci di difendere e portare avanti un’opera essenziale per il nostro territorio. Oggi è il tempo della responsabilità”.

Nella foto Consuelo Pacetto

Pacetto chiama tutti a rimboccarsi nuovamente le maniche e ripartire con determinazione, esercitando una “pressione costante e responsabile sui rappresentanti di Governo, affinché questa infrastruttura venga inserita tra le opere strategiche nazionali. Solo attraverso un riconoscimento formale a livello centrale sarà possibile riaprire un percorso concreto, dotato di coperture finanziarie certe e di un iter amministrativo chiaro”.

Dopo la seduta di giovedì sera – termina la consigliera di Start – è necessario tracciare una linea netta: archiviare definitivamente narrazioni fuorvianti e riavviare con serietà e trasparenza un nuovo percorso istituzionale. Serve chiarezza verso i cittadini: se le risorse non ci sono, bisogna dirlo”.

Non diverso dagli altri il giudizio sulla seduta consiliare formulato dal coordinatore di Scicli Bene in Comune, Leandro Nigro. Evidenzia “le rumorose assenze in aula consiliare, tutte della stessa corrente politica, unite da un unico filo conduttore città-regione-nazione. Un gioco del tira e molla che come risultato ha ottenuto un’unica vera costante: la dignità dei cittadini è stata calpestata”.

Nigro parla anche di quei cittadini interessati dal vincolo preordinato all’esproprio e che “vivono in una sorta di limbo fatto da dubbi, ansie e stasi burocratica, il quale ha prodotto terreni e fabbricati bloccati, deprezzati rispetto ai valori di mercato normali, e sui quali è impossibile pensare di costruire un futuro. In questa disanima è importante aggiungere come l’attuale tracciato, approvato nei primi anni 2000, risenta della sua età e della tecnica conosciuta in quegli anni; difatti oggi richiederebbe una somma di 600 milioni di euro per circa 9 km di tratta”.

E allora è giusto chiedersi se il gioco vale ancora o è più importante ripensare l’infrastruttura – termina il coordinatore di SBiC -, in modo da rappresentare una minor ferita per il territorio, un costo inferiore di attuazione e con la stessa somma prevedere il suo allungamento oltre, verso Gela? Con il nostro consigliere Bruno Mirabella abbiamo pensato a questa proposta, ribadita in Consiglio comunale e additata da molti (ivi compreso il deputato Dipasquale) come una mossa che produce scacco matto. Noi crediamo che lo scacco sia già dato al territorio, da come si è giocato sulla realizzazione di queste opere e da come le somme necessarie siano raddoppiate, quadruplicate nel corso degli anni”.

 

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