Bloccati in Malesia, ragazza di Scicli: “Io e i miei amici in ansia”

Conseguenza della guerra in Iran. Voli cancellati e biglietti aerei alle stelle (da un minimo di mille e cinquecento euro fino a 18 mila), la vacanza, prenotata in estate, trasformatasi in un incubo. Nessuna certezza, al momento, sulle tempistiche di rientro, il gruppo auspica di ricevere assistenza rapidamente

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SCICLI – Spasmodica ricerca di soluzioni alla loro situazione complicatasi di colpo. Lo smartphone sempre in mano, nella speranza di trovare un biglietto a un costo ragionevole o di ricevere aggiornamenti confortanti. Quattro ragazzi italiani sono momentaneamente bloccati in Malesia a causa delle limitazioni aeree, disposte tra il medio oriente e l’Asia sud-orientale, per via del conflitto in Iran. Nella comitiva partita per una piacevole vacanza, prenotata ad agosto, c’è Gaia Mirabella, 25enne di Scicli, che da tempo si è stabilita a Firenze. Le due coppie stanno vivendo giorni di ansia perché al momento non sanno quando potranno rientrare in Italia.

Contattata da SVN, Mirabella ha raccontato di navigare nell’incertezza più totale. Il gruppo è in ansia, letteralmente bloccato, le rispettive famiglie attendono sviluppi rassicuranti. “Dovevamo partire da Kuala Lumpur, territorio federale della Melesia, dopodomani, sabato 7 marzo – racconta la 25enne sciclitana -, ma il volo è stato cancellato”.

Innumerevoli i tentativi della comitiva di trovare voli alternativi. Risulta quasi impossibile beccarne uno che bypassi lo scalo negli Emirati Arabi Uniti. Scoraggianti i prezzi dei biglietti: si parte da un minimo di circa 1500 euro con picchi fino a 18 mila. Giri infiniti di telefonate. “Ci è stato detto che avremmo dovuto scrivere all’ambasciata italiana in Malesia. Lo abbiamo fatto, ricevendo come risposta un elenco di voli diretti da Kuala Lumpur verso Londra, Parigi, Amsterdam e Istanbul, che successivamente abbiamo scoperto non essere disponibili”. Nella stessa mail, l’ambasciata d’Italia ha, inoltre, informato i connazionali presenti in Malesia che “a causa della temporanea chiusura di alcuni aeroporti nel Golfo e delle cancellazioni di voli, alcuni viaggiatori potrebbero trovarsi nell’impossibilità di proseguire o rientrare secondo l’itinerario previsto”.

Così, si spulcia velocemente la lista dei voli consigliati nella mail nella speranza di trovare aggiornamenti confortanti. “Verifichiamo la fattibilità – aggiunge la 25enne di Scicli – di un volo Kuala Lumpur-Istanbul per il 9 marzo, al prezzo di circa 2.200 euro, risultato poco dopo indisponibile. Per la tratta Kuala Lumpur-Parigi non risultano collegamenti diretti”. Infine l’ultima opzione che richiede una lunga attesa e comporta costi quasi proibitivi. “Il volo Kuala Lumpur-Londra – spiega Mirabella – è l’unico diretto disponibile, ma è però previsto per il 15 marzo, ovvero tra 11 giorni, al costo di circa 2 mila euro a persona”.

La comitiva non desiste. “Oggi siamo riusciti nuovamente a contattare l’ambasciata, chiedendo se nel frattempo siano state attivate delle tratte alternative e sollecitando una assistenza immediata. Ci hanno inviato nuovamente una lista voli plausibili, ma in realtà di plausibile c’è poco. Li abbiamo controllati uno per uno in un elenco di quattro pagine inviatoci, che comunque denota un notevole lavoro dettagliato svolto dall’ambasciata. Trattasi, però, di aerei che fanno scalo a Doha, oppure sono programmati il 20 marzo, ovviamente anche a dei prezzi improponibili. Ringraziamo l’ambasciata, ma i suggerimenti non sono praticabili”.

Al momento le due coppie si trovano nel Borneo malese; domani andranno a Kuala Lumpur per parlare con la compagnia aerea di riferimento e avere delle informazioni. “Non disponiamo di aggiornamenti pratici. Nell’app – continua Mirabella – ci viene comunicata la possibilità di riprogrammare il volo, però non riusciamo a farlo”.

Mai il gruppo avrebbe previsto di trovarsi in una situazione del genere. “Assurdo, neanche nei peggiori incubi. Inizialmente il nostro volo risultava ancora disponibile e avevamo pensato che la compagnia avesse trovato una soluzione. Immaginavamo che si trattasse di qualcosa facilmente risolvibile, ma in noi la preoccupazione è cresciuta col passare delle ore. Non siamo tranquilli. È praticamente impossibile trovare un volo per quattro persone che siano adatto a noi. Tra le pochissime alternative a nostra disposizione quella di prendere aerei diversi, ma non vogliamo farlo, perché si tratta di voli lunghi, con molti scali. Siamo decisi a restare insieme, dividerci causerebbe ancora più preoccupazioni.

Insieme a Mirabella, infermiera di professione, viaggiano Cosimo Picchianti (28 anni), Mattia Bosco (26) e Chiara Guglielmini (26). “Con i nostri impegni lavorativi – commenta la sciclitana – dovremo cercare una soluzione. Non ci resta che chiedere ulteriori giorni di ferie, senza poter comunicare una data certa per il nostro rientro”.

Come ovvio che sia, le famiglie vivono giorni di inquietudine. La distanza con i loro figli amplifica le difficoltà. “Qualcuno ci aiuti a individuare una tratta sostenibile per tempistiche e costi. Non sappiamo come tornare in Italia. Fissiamo costantemente i nostri cellulari – termina Mirabella -, in attesa che nello schermo appaia una notifica o una telefonata rassicurante”.

 

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