SCICLI – Ininfluente la lunga durata del volo o i diversi scali da fare, l’importante è rientrare in Italia. Ne è consapevole Gaia Mirabella, per lei e i suoi compagni di viaggio il dolce epilogo si avvicina. La 25enne sciclitana bloccata in Malesia, dove si trova in vacanza insieme alla sua comitiva, ha ricevuto aggiornamenti rassicuranti dalla compagnia aerea di riferimento. Sta per giungere alla fine un incubo segnato dall’indisponibilità di voli, cancellati o a prezzi proibitivi, a causa della guerra in Iran. Si è sbloccata ieri sera la situazione.
Il gruppo ha vissuto giorni di profonda angoscia, ricevendo comunicazioni inizialmente frammentarie sulle modalità di rientro. La svolta è avvenuta nell’aeroporto della capitale malese. Qui il gruppo ha deciso di recarsi per un ultimo disperato tentativo di trovare un volo per casa. Dopo un lungo confronto diretto al desk della compagnia aerea, la notizia tanto attesa: partenza fissata per domani.
“Il volo è un po’ complesso – racconta Mirabella – perché faremo un paio di scali, ma a noi va benissimo così! Partiamo domani sera, viaggeremo di notte. Faremo uno scalo a Muscat, in Oman, per una durata di 12 ore; dopodiché prenderemo un altro aereo che ci porterà a Instabul. Dalla capitale turca poi atterreremo a Roma. Ci sembra l’alternativa migliore ad oggi”.
“Per noi l’unica soluzione – aggiunge la 25enne sciclitana – è stata quella di recarci fisicamente dalla nostra compagnia aerea. Una scelta che consiglio a tutti quanti si trovino nella nostra stessa situazione: fondamentale parlare direttamente con gli operatori, perché tramite canali social o telefonicamente non era possibile rintracciarli; nemmeno dall’Italia, dove le nostre famiglie ci hanno aiutato, con più di 45 minuti di attesa al telefono, senza poi ricevere una risposta. Quindi un consiglio che possiamo dare è quello di recarsi in aeroporto dalla compagnia aerea e star lì finché non trovano una soluzione”.
“La situazione non è facile. Tante persone dopo di noi non hanno avuto la nostra stessa fortuna. I segnali sono incoraggianti, qualcosa inizia finalmente a sbloccarsi; questo è confortante, speriamo sia di buon augurio per tutti. Le nostre famiglie erano preoccupate. Del resto – termina Mirabella – non vi erano certezze sul nostro rientro. È stata un’odissea; un incubo che finalmente sta per finire. Siamo fiduciosi, speriamo bene!”.
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