Scicli, al Comune milioni di euro per l’ex macello

Ristrutturazione al fine di creare delle unità abitative per i lavoratori stagionali agricoli

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SCICLI – Fabbricato composto da due livelli, un piano terra di circa 660 metri quadrati e uno elevato di circa 147, oltre al giardino esterno di 250 mq. La conformazione strutturale dell’ex macello comunale di contrada Canfoli, chiuso da diversi decenni, è stata decisiva al fine di ottenere un importante finanziamento. Per l’immobile sono stati stanziati 2 milioni 196 mila 800 euro, affinché possa ospitare, dopo una ristrutturazione, delle unità unità abitative per lavoratori stagionali agricoli.

La somma milionaria è stata assegnata al Comune di Scicli. In provincia di Ragusa l’amministrazione Marino è stata l’unica a beneficiarne. Lo stanziamento finanziario rientra nell’ambito degli interventi, per migliorare le condizioni abitative dei lavoratori stagionali, impegnati in agricoltura, predisposti dell’Assessorato regionale alle politiche sociali e della famiglia.

Il progetto, inserito nel programma Su.Pr.Eme. 2, promosso dalla Regione Siciliana con risorse europee – spiega il sindaco Mario Marino -, prevede la trasformazione della struttura. Sarà convertita in uno spazio destinato all’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali, contribuendo a superare situazioni di disagio abitativo e a contrastare fenomeni di marginalità e sfruttamento della madopera bracciantile. La nostra regione è fra le cinque regioni del Mezzogiorno destinatarie di un investimento complessivo di oltre 31 milioni di euro per avviare interventi strutturali capaci di offrire soluzioni abitative adeguate, per contribuire al superamento degli insediamenti informali e migliorare le condizioni di vita e l’inclusione delle persone più vulnerabili.

Nella foto Mario Marino

Alla Sicilia è toccata una quota particolarmente significativa – aggiunge il primo cittadino -, pari a 7.926.373,54 euro, che consentirà di realizzare interventi concreti nei territori di Campobello di Mazara, Canicattì e Scicli, le tre aree agricole strategiche dell’Isola in cui la presenza di lavoratori stagionali è particolarmente rilevante durante i periodi di raccolta”.

Gli interventi prevedono, quindi – termina Marino -, il recupero e la riqualificazione di immobili da destinare all’accoglienza dei lavoratori stagionali, con l’obiettivo di offrire soluzioni abitative sicure e dignitose e contrastare il fenomeno dei cosiddetti ‘ghetti agricoli’, realtà che in alcune aree del Sud arrivano a ospitare anche oltre 2.500 persone nei momenti di picco dell’attività agricola”.

 

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