SCICLI – La globalizzazione del turismo ha messo il “turbo” alla digitalizzazione dei processi gestionali e statistici delle presenze turistiche. Discorso che Scicli avrebbe deciso di “rimandare“, pur avendo una ghiotta occasione a portata di mano. Step digitale già compiuto da altri Comuni viciniori, ma palazzo “Palle” pare non volerne sapere. Aspetto che preoccupa il Forum degli Operatori Turistici di Scicli, che esprime profonda perplessità circa lo “stallo inspiegabile” sull’adozione di “Pay Tourist”, il software d’avanguardia promosso dal GAL, nell’ambito del progetto “Enjoy Barocco”.
ForTur non riesce a spiegarsi il motivo per cui, nonostante lo strumento sia a costo zero per le casse comunali e già in fase di implementazione nei Comuni limitrofi di Ragusa e Modica, l’iter sia “congelato in una zona grigia tra buone intenzioni dichiarate e totale assenza di atti concreti”.
Il presidente dell’associazione locale degli operatori turistici, Maurizio La Micela, ritiene che “la gestione di una destinazione d’eccellenza come Scicli non possa prescindere da una lettura statisticamente corretta del territorio”.
Un limite evidente che sarebbe emerso di recentemente in confronto informale, tra ForTur e i rappresentanti dell’Amministrazione, sulla valutazione dell’impatto di eventi dal forte richiamo turistico, come la recente festa di San Giuseppe.

“Senza strumenti digitali – spiega La Micela – siamo costretti a basarci su stime empiriche. Esiste una differenza tecnica sostanziale tra il semplice visitatore e il turista che pernotta: la sola presenza di folla durante un evento non genera automaticamente valore economico. Solo con ‘Pay Tourist’ potremmo finalmente analizzare dati certi in tempo reale, superando le percezioni soggettive, per approdare a una pianificazione strategica, capace di trasformare le manifestazioni in reali exploit di crescita per l’indotto turistico”.
Oltre al valore statistico, il software garantisce una drastica riduzione del carico burocratico. “Grazie all’integrazione automatica con i portali nazionali (tra cui Alloggiati Web e Turistat) e alla gestione digitale della tassa di soggiorno al check-out – prosegue il presidente dell’assoicazione -, si eliminerebbe definitivamente l’obsoleta gestione cartacea trimestrale, liberando risorse preziose sia per gli host che per gli uffici comunali. L’adozione parrebbe richiedere un semplice aggiornamento del regolamento comunale per rendere obbligatorio l’uso della piattaforma, una procedura amministrativa elementare che però, inspiegabilmente, giace nei cassetti”.
In ForTu sono certi che “la volontà politica di innovare non manchi”, ma tuttavia rilevano un “disallineamento tra le necessità del comparto produttivo e i tempi tecnici della burocrazia”.
“Auspichiamo che i ritardi accumulati non siano dovuti a una sottovalutazione strategica dell’efficienza digitale e a discussioni politiche interne – conclude La Micela –, ma solo a passaggi procedurali, che ora è urgente velocizzare. Ribadiamo la nostra totale disponibilità a supportare l’ente nella comunicazione e nella formazione degli host, ma esigiamo un segnale di risveglio da parte di chi ha la responsabilità decisionale. L’innovazione non è un’opzione”.
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