SCICLI – L’inventiva artistica è capace di progettare l’impensabile. Anche di demolire un “abuso edilizio” per lasciare spazio a un giardino d’autore. Dagli organizzatori viene definito un “gesto radicale e politico” quello compiuto stamattina nell’antico quartiere di San Bartolomeo. Da area privata a “parco dell’arte” aperto al pubblico. Al via il progetto “Teatro Vivo”: natura, design e installazioni per una nuova forma e funzione sociale degli spazi urbani sottratti al degrado.
Si è partiti con la demolizione dell’abuso edilizio, che, oltre a deturpare il paesaggio, oscurava da decenni la visione della piccola chiesa rupestre di Santa Maria Piedigrotta, l’antico luogo di preghiera, scavato nella roccia dai devoti nel XVI secolo e ancora accessibile da un sentiero di muretti a secco e alberi di fico. Titolo dell’iniziativa “Abbattimento – Il peso delle ombre”, primo step di “Teatro Vivo”, che nei prossimi mesi concretizzerà la trasformazione di quest’area, sinora appartenuta a privati e “occupata da un fabbricato abusivo“, in un giardino d’autore per l’intera comunità.
Una nuova configurazione immaginata e realizzata da un collaudato gruppo di lavoro, che fa capo all’associazione culturale “Passo–Site Specific”. Al coordinamento dell’iniziativa artistica lo sciclitano Sasha Vinci. Coinvolti anche l’imprenditore Ezio Occhipinti e l’architetto Claudio Calabritto.
Oggi la presentazione del lavoro che farà parte del progetto “La trilogia delle ombre”, concepito da Vinci per l’imminente Biennale di Venezia, dove sarà presente dal prossimo 9 maggio.
Dopo l’abbattimento, il luogo verrà progressivamente riconfigurato e riqualificato diventando “Teatro Vivo”: più di un giardino d’autore, un hub culturale, immaginato e configurato come un’opera d’arte totale. Un progetto ambizioso e visionario, ideato per diventare un nuovo punto di riferimento culturale per la città. L’area liberata si trasformerà in uno spazio verde immersivo, in cui installazioni site specific dialogheranno con l’ambiente naturale. Non solo. I materiali recuperati dalla demolizione verranno riutilizzati in un’ottica di sostenibilità, trasformando lo scarto in risorsa.
“Al centro del progetto – spiega Sasha Vinci – vi è la rimozione di un abuso edilizio che per anni ha occultato la vista della chiesetta scavata nella roccia, interrompendo il dialogo tra natura, storia e architettura. Abbattere non è solo distruggere: è scegliere di togliere per restituire. È liberare lo sguardo, riattivare la memoria del luogo e ristabilire una relazione autentica tra la comunità e il proprio paesaggio”.
L’azione performativa di Vinci si è svolta alla presenza del sindaco Mario Marino. Che ha sottolineato: “Scicli conferma la propria vocazione culturale e la centralità nell’esperienza dell’arte contemporanea. Sin dal finire degli anni Settanta il fermento culturale attorno al gruppo di artisti noto in tutto il mondo come il Gruppo di Scicli ha innescato un processo virtuoso di crescita, creando per gemmazione, nuove esperienze, nel cui alveo si inserisce l’iniziativa odierna”. Tutti i dettagli del progetto, che include mostre, dibattiti, rassegne di videoarte, residenze d’artista e un art-cafè nell’area deputata, illustrati nella conferenza di stamani.
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