A Scicli il 25 aprile in due lingue

Nel tradizionale cerimoniale per l'ottantunesimo anniversario della Liberazione d'Italia è stato introdotto l’Inno di Mameli tradotto nel linguaggio dei segni per le persone non udenti

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SCICLI – Il sincronismo tra canto e gesti, il 25 aprile a Scicli libera l’inclusione. Stamani è stato celebrato in centro l’ottantunesimo anniversario della Liberazione d’Italia in una versione inedita. Per la prima volta l’Inno di Mameli tradotto nel linguaggio dei segni per le persone non udenti.

Una cerimonia che ha rispettato le consuete tre tappe. I partecipanti si sono radunati poco prima delle ore 10 in piazza Municipio per recarsi nella vicina chiesa di San Giovanni Evangelista, dove è stata officiata la messa in onore ai caduti. Al termine del rito religioso, il corteo ha raggiunto a largo Gramsci. Qui è stata deposta la corona d’alloro sulla stele dell’Unità d’Italia e della Resistenza. Successivamente il ritorno in via Francesco Mormina Penna.

Una seconda corona d’alloro è stata sistemata sulla lapide del monumento ai caduti sul prospetto del Municipio. La cerimonia, punteggiata dalle allocuzioni del sindaco Mario Marino e della presidente del Consiglio comunale, Desirè Ficili, è stata come sempre partecipata, commovente e commossa.

Merita una ulteriore sottolineatura l’introduzione nel cerimoniale della lingua dei segni. Un fatto inedito che ha colto di piacevole sorpresa i tanti cittadini e turisti presenti. L’amministrazione comunale, per intuizione dell’assessora Cettina Portelli, ha voluto che Liana Galesi e la cooperativa sociale Agire traducessero i versi di Goffredo Mameli nel linguaggio LIS. A cantare l’Inno, accompagnato dalla banda Busacca Borrometi, Amedeo Falla. Una festa della Liberazione dal nazifascismo in Italia celebrata nel segno dell’inclusione.

 

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