Fornace Penna, si mette mano ancora al “portafoglio”

Destinati dalla Regione Siciliana ulteriori 600 mila euro per completare il recupero e la messa in sicurezza dell’antico stabilimento bruciato di contrada Punta Pisciotto a Sampieri. Il deputato regionale Ignazio Abbate: “Porteremo a termine il progetto”

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SCICLI – Salvadanaio rimpinguato, con la Fornace Penna si andrà fino in fondo. Autorizzata dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana una spesa complessiva di 600 mila euro da destinare alla ristrutturazione edilizia dei fabbricati esterni pertinenziali dell’antico stabilimento bruciato di contrada Punta Pisciotto a Sampieri. Una parte della consistente somma stanziata servirà, in un secondo momento, anche per la messa in sicurezza della ciminiera, altrettanto importante per la fruizione della zona.

Finanziamento plus annunciato dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate. Il deputato regionale della DC lo considera un “segnale concreto di attenzione” per uno dei simboli più iconici dell’archeologia industriale siciliana e del litorale ibleo. “Un’ulteriore dimostrazione – aggiunge – che si viaggia spediti verso l’apertura al pubblico della struttura”.

Nella foto Ignazio Abbate

Con tale decreto, a detta di Abbate, la Soprintendenza di Ragusa potrà avviare le procedure di gara per restituire dignità e sicurezza ai volumi esterni della Fornace: “Si tratta di un investimento pluriennale – commenta il parlamentare all’Ars – per completare l’opera secondo il cronoprogramma stabilito. La sistemazione di questi edifici è propedeutica alla fruizione pubblica del sito, visto che essi ospiteranno l’area accoglienza e gli uffici del personale che vi lavorerà”.

Abbate sottolinea, ancora una volta, il suo impegno per la tutela di questo “gioiello” straordinario: “I lavori di recupero e messa in sicurezza dello storico stabilimento industriale, iniziati nell’autunno del 2024 e per i quali sono stati già stanziati fondi per 700 mila euro, procedono speditamente”.

“Questo ulteriore decreto rappresenta la prova che, attraverso una sinergia costante tra uffici periferici, quali la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, il governo regionale, l’attività svolta dal sottoscritto in Commissione Bilancio e la direzione generale dell’Assessorato ai Beni Culturali, è possibile sbloccare – conclude il deputato regionale – risorse vitali per il territorio di Scicli e per l’intera provincia”.

 

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