SCICLI – Furenti le utenze, sul servizio idrico versate nuove contestazioni. Iblea Acque a Scicli fatica a scrollarsi di dosso i reclami esasperati dei contribuenti che esigono maggiore chiarezza su misurazione dei consumi e successiva fatturazione, a causa del recapito di canoni ritenuti “incongruenti”.
La polemica non accenna ad affievolirsi. Nemmeno le segnalazioni, sempre più roventi. E nella lista dei mittenti più “inferociti” e “insistenti” con la società che gestisce il servizio idrico occupa sicuramente un posto di rilievo “Cambiare Scicli”. Il comitato del presidente Giuseppe Implatini torna a farsi sentire, perché le problematiche “rimangono irrisolte”, decidendo di inoltrare una richiesta formale di incontro urgente con i vertici di Iblea Acque.

“Ancora oggi riscontriamo gravi difetti gestionali – spiega Implatini –, consistenti nella fatturazione dei consumi idrici stimati, nell’obbligo di effettuare la lettura dei contatori almeno 2 volte l’anno, nel numero annuo di fatture emesse per utenza e nel ricevimento settimanale allo sportello, limitato a un solo giorno, con conseguenti ore di coda che penalizzano gli utenti”.
Cambiare Scicli vuole sedersi al tavolo con Iblea Acque per trattare dettagliatamente le “violazioni ed irregolarità” evidenziate.
“Ad esempio – prosegue il presidente del comitato -, ci sono contatori che non vengono letti da anni. Questo modo di operare altera la fatturazione, effettuata sulla base di consumi stimati di gran lunga superiori a quelli effettivi”. Implatini, qualora gli venisse concesso un confronto, esporrà il suo parere “sull’emissione annuale di 4 bollette anche per consumi minimi o inesistenti, relative a case chiuse o utilizzate saltuariamente”. Si focalizzerà anche sulla “fatturazione dei consumi idrici stimati anche a fine anno, per cui il canone emesso – prosegue Implatini – risulta in acconto, quando invece dovrebbe essere a saldo. La conseguenza? La serie di fatture in acconto sarà interminabile. Ulteriore complicazione risiede nel sistema di fatturazione pro quota al giorno, aggravato dal mancato recapito delle fatture”.
“La nostra richiesta – precisa, infine, il comitato – è anche diretta a diminuire i costi amministrative di Iblea Acque, riducendo altresì per gli utenti spese postali di invio e riscossione dei canoni idrici”.
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