Scicli, il Macc si rimette all’opera

Da lunedì 18 maggio al Museo d’arte contemporanea del Carmine la nuova grande mostra dal titolo “Giorgio de Chirico. Il sole della Metafisica”. L’esposizione artistica promossa da Sikarte, in collaborazione con l’amministrazione Marino

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SCICLI – Time-out artistico allo scadere. Si rimette all’opera il Museo d’arte contemporanea del Carmine, in procinto di ospitare una nuova esposizione. Lo spazio museale si è concesso un periodo di riposo per effettuare degli interventi di manutenzione all’impianto elettrico, risolvere qualche piccolo problema di infiltrazione d’acqua e, soprattutto, pensare alla prossima programmazione culturale da proporre al pubblico.

Una pausa iniziata lo scorso 7 gennaio. In tutti questi mesi, l’inattività artistica del Macc, inaugurato il 5 maggio dello scorso anno, alla presenza del ministro per la Cultura, Alessandro Giuli, aveva messo in circolazione voci di una chiusura a lungo termine, subito smentite dalla giunta Marino. Era stato il Partito Democratico su tutti a chiedere lumi sulla situazione. I dem avevano avanzato anche un’interrogazione consiliare con la loro consigliera Caterina Riccotti, in quanto erano stupiti del fatto che si fosse attesa la chiusura delle due personali in corso per iniziare a programmare le prossime esposizioni. Ripetute le rassicurazioni fornite dall’assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Mariotta, circa una rapida riapertura del Macc. Lo ha fatto fino a una settimana fa, durante la trasmissione di SVN “Città a confronto”, annunciando delle novità a stretto giro. E così è stato.

Nelle scorse ore dal Municipio hanno comunicato l’allestimento di una nuova esposizione, che sancisce la ripresa dell’attività artistica nello spazio museale che si affaccia su piazza Busacca. Da lunedì 18 maggio sarà aperta al pubblico l’esposizione dal titolo “Giorgio de Chirico. Il sole della Metafisica”, promossa dall’associazione Sikarte, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

La mostra nasce con l’obiettivo di indagare il profondo legame tra l’immaginario dechirichiano e la Sicilia: un rapporto che attraversa il mito classico della Magna Grecia, la luce abbagliante delle piazze mediterranee, le architetture barocche e le atmosfere sospese che caratterizzano il paesaggio urbano siciliano. Un legame che si intreccia anche con le origini familiari dell’artista, il cui nonno era siciliano.

L’esposizione, la cui curatela è affidata al professor Lorenzo Canova, componente del consiglio scientifico e del board della Fondazione de Chirico, propone un importante percorso dedicato all’artista, attraverso una selezione di circa 50 opere del maestro della Metafisica, in dialogo con le fotografie di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti.

Scicli, con le sue quinte sceniche sorprendenti e le sue piazze dominate da un tempo sospeso – sottolinea il sindaco Mario Marino -, è il luogo in cui la luce è essa stessa sostanza dell’architettura. Ci piace pensare che questa mostra rappresenti l’occasione per un incontro inedito tra Giorgio de Chirico e la nostra città”.

Per rintracciare una monografica dedicata al grande protagonista del Novecento in Sicilia bisogna andare indietro di oltre 20 anni. “L’esposizione – afferma la presidente dell’associazione culturale siciliana Sikarte, Graziana Papalesi propone di offrire un contributo scientifico e critico inedito, volto a indagare la profonda e complessa trama di rimandi che lega l’opera di Giorgio de Chirico alla Sicilia, una terra che per il Maestro ha rappresentato non solo un riferimento biografico, ma una sorgente di ispirazione estetica e intellettuale inesauribile”.

L’assessorato alla Cultura del Comune, retto dall’assessore Mariotta, caposettore Angela Verdirame, annuncia che la mostra resterà aperta fino al 1° novembre 2026. “Il titolo dell’esposizione – spiega il curatore Canova – stabilisce un dialogo naturale tra l’opera di Giorgio de Chirico, il paesaggio culturale della Sicilia e il contesto architettonico di Scicli. La luce mediterranea, le ombre lunghe, le piazze assolate e il barocco del Val di Noto evocano infatti le celebri scenografie metafisiche dipinte dall’artista”.

 

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