SCICLI – Le stoccate al Sindaco sono incessanti. A complicare la sua posizione l’assenza di lunedì mattina in aula consiliare per la discussione su Bilancio di previsione 2026-2028 e Documento unico di programmazione (DUP). Oggi si torna in Consiglio dopo la seduta caotica di inizio settimana rinviata su richiesta di alcuni consiglieri, proprio perché Marino non era presente. In tutto ciò, sul civico consesso aumenta il pressing del commissario straordinario, il quale ha concesso 10 giorni per procedere all’approvazione degli importanti documenti finanziari.
Dall’opposizione non intendono concedere nessuna tregua all’amministrazione Marino. Anche da Start Scicli piovono critiche. Gli startini, prima di scagliarsi contro il Sindaco, replicano duramente all’assessora comunale al Bilancio, Cettina Portelli. Le rispondono che la richiesta di rinvio della seduta “non può essere qualificata come un atto di ostruzionismo, né, tantomeno, come comportamento irresponsabile”.
Il movimento è dell’idea che il rinvio fosse assolutamente necessario, perché la discussione su un atto di questo livello “debba avvenire in presenza del Sindaco”, garantendo un “confronto politico adeguato”. Start ricorda che la richiesta di posticipare la seduta consiliare a oggi è stata avanzata da più forze politiche: “È la conferma che la questione – si legge in una nota startina – riguarda l’intero assetto politico‑amministrativo e non una singola forza”.
È il turno di Marino. Con lui gli startini sono furiosi. “La sua assenza – affermano – non è un dettaglio marginale, ma assume un significato politico evidente. In un contesto in cui risultano sempre più evidenti le difficoltà dell’amministrazione nel mantenere una maggioranza stabile e coesa, sottrarsi al confronto su un atto così centrale rischia di aggravare una crisi che non può più essere ignorata”.
Ragione per cui, Start Scicli chiede al Sindaco un chiarimento netto e non più rinviabile: “Occorre sapere – prosegue il documento – con quale maggioranza si intenda proseguire l’azione di governo della città e su quale quadro politico‑programmatico essa si basi. La rappresentanza istituzionale non può fondarsi su ambiguità o equilibri precari, che finiscono per condizionare momenti decisivi dell’attività amministrativa”.
“Il confronto democratico – termina il movimento – non è un ostacolo, ma la condizione essenziale per un’amministrazione trasparente e vicina alla comunità. La città ha bisogno di chiarezza, di verità politica e di una guida che sappia presentarsi nei momenti decisivi”.
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