Falesia Cava d’Aliga: l’escavatore che “indigna” e il perché dei lavori

In corso la messa in sicurezza, autorizzata dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, del versante ovest del promontorio Bruca. Disappunto e preoccupazione generale per le modalità di intervento. Legambiente “Kiafura” Scicli chiede la sospensione del cantiere in attesa di chiarimenti. Intanto il circolo locale del Partito della Rifondazione comunista ha organizzato per domenica pomeriggio un sit-in

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SCICLI – Il cingolato con il braccio meccanico ha alzato un polverone di critiche sulla falesia di Cava d’Aliga. Passano i giorni e la polemica non si dipana. Troppa l’indignazione generale suscitata da alcuni video che hanno fatto il giro del web. Giudicate da molti cittadini e associazioni “irruente” le modalità con cui si sta operando sul promontorio di Bruca, definito “intoccabile” da coloro che manifestano sconcerto.

I lavori sono autorizzati e supervisionati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, con parere favorevole di tutti gli enti di competenza. Riguardano il consolidamento del versante ovest della costa rocciosa sopraelevata che si affaccia sull’affascinante spiaggetta di Bruca, da oltre 20 anni interdetta alla fruizione per motivi di sicurezza.

Dal LCC fanno sapere che l’intervento ha l’obiettivo di rendere nuovamente accessibile ai bagnanti l’arenile. Le operazioni consistono, infatti, nel disgaggio delle parti pericolanti della falesia e nella riprofilazione del fronte roccioso, consolidando il promontorio mediante chiodature e microdremo con profondità di circa 8 m. Si procederà, inoltre, alla chiusura superficiale con piastra in acciaio, rivestita con blocco in pietra per mitigare l’impatto ambientale sulla falesia, la cui base verrà protetta con massi di prima e seconda categoria.

Schieratasi contro il cantiere il circolo Legambiente Scicli “Kiafura”. Ne chiede l’immediata sospensione, in via cautelativa, per ricevere opportuni chiarimenti. L’associazione ambientalista esprime, infatti, forte preoccupazione per come la ruspa cingolata stia intervenendo direttamente sugli scogli e sulla parete rocciosa. “Gli effetti – commenta la presidente del circolo locale del Cigno Verde, Alessia Gambuzzaappaiono fortemente impattanti sul paesaggio costiero. Una modalità di intervento che desta allarme tra cittadini e associazioni, trattandosi di un’area di elevato valore paesaggistico e al tempo stesso fragile dal punto di vista ambientale e geomorfologico. Ritieniamo indispensabile che i lavori di tale delicatezza siano accompagnati dalla massima trasparenza. Interventi su una falesia costiera non possono essere percepiti come opere ordinarie.

Per queste ragioni, il Circolo ha inoltrato al Libero Consorzio Comunale di Ragusa, una formale richiesta di accesso agli atti, con l’intento di visionare il progetto esecutivo, gli elaborati tecnici, le autorizzazioni e la coerenza dell’intervento con le eventuali prescrizioni ambientali, paesaggistiche e tecniche, rilasciate dagli enti competenti, inclusa la Commissione Tecnica Specialistica regionale.

Nella foto Alessia Gambuzza

Legambiente Scicli ritiene inoltre necessario coinvolgere con urgenza gli uffici del Demanio marittimo, poiché i lavori interessano un’area demaniale costiera. “Occorre verificare – conclude Gambuzza – quali autorizzazioni siano state rilasciate e se le modalità operative attualmente visibili siano coerenti con tali permessi. Siamo ovviamente favorevoli a interventi di messa in sicurezza del territorio, ma chiediamo che ogni intervento avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente, del paesaggio, delle prescrizioni tecniche e sotto un controllo attento e continuativo.

Nella foto Gianfranco Iannizzotto

E intanto per domenica prossima (24 maggio) il circolo di Scicli del Partito della Rifondazione Comunista ha organizzato una manifestazione a Cava d’Aliga. “È solo l’esito – commenta il rappresentante locale Gianfranco Iannizzotto – di un lungo percorso che ci ha visto tutti distratti, mentre la proprietà faceva la sua strada, essenzialmente aspettando l’effettiva erogazione del finanziamento auspicato. Ma è importante oggi tenere i riflettori accesi sul fatto. Per questo invitiamo tutte le forze politiche e le organizzazioni sociali che hanno a cuore i valori del nostro territorio (i nostri beni comuni) alla manifestazione, indetta per chiedere l’immediata sospensione dei lavori in attesa di verifiche esaurienti”. Il sit-in è stato fissato alle ore 18.

 

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