Escavatore su falesia Cava d’Aliga, “Il territorio non va bistrattato”

Domenica pomeriggio il circolo locale del Partito di Rifondazione Comunista ha organizzato una manifestazione per invocare la sospensione dei lavori sul lato ovest del promontorio di Bruca

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SCICLI – La “risagomatura” della felesia di Cava d’Aliga altamente impattante sull’opinione pubblica, frantumata in due tronconi opposti di pensiero dall’escavatore impiegato nel cantiere. I lavori di consolidamento sul lato ovest del promontorio di Bruca fanno ancora discutere residenti, associazioni e forze politiche.

Un momento di dibattito partecipato lo si è vissuto domenica scorsa con il sit-in di protesta organizzato dal circolo locale del Partito di Rifondazione Comunista. Con la manifestazione è stata espressa preoccupazione per le modalità “irruente” dell’intervento, che “può diventare – hanno affermato i promotori dell’iniziativa – uno scempio della costa”, invocando il ripristino delle condizioni naturali del posto e sollecitando, al Comune e al Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la sospensione immediata dei lavori, così da “arrivare a fare chiarezza dal punto di vista tecnico-legale su tutta la questione”.

Rifondazione Comunista Scicli grida stop a ciò che sta avvenendo a pochi passi dal rudere del ristorante “La Scogliera”, da decenni ingabbiato per motivi di sicurezza. “Da anni lottiamo – commenta il rappresentante Gianfranco Iannizzottocontro tutti gli interventi che rischiano di deturpare la costa o restringere gli spazi pubblici a favore di un loro sfruttamento da parte di soggetti privati, che operano a scopo di lucro. Ci siamo adoperati per fare subito una manifestazione con gli stessi obiettivi di altre forze politiche, come il PD, o associazioni, ad esempio Legambiente. Vista però l’indisponibilità di esse a scendere in piazza, abbiamo deciso di organizzarla da soli come circolo”.

Iannizzotto ha rilevato come il cingolato con braccio meccanico abbia già asportato un “rilevante quantitativo di materiale, senza che ci fosse nessuna tabella a indicare la natura dell’intervento, nè il soggetto appaltante o la ditta che esegue i lavori.

Il sit-in ha dato vita a una raccolta firme e a scambi franchi di opinioni con gruppi di giovani. “Riteniamo molto positiva questa occasione di confronto dal vivo – continua Iannizzotto – fra persone diverse per età, condizione sociale e provenienza territoriale, dopo giorni di discussione virtuale sui social media. In particolare, erano presenti persone di tutte la costa sciclitana e oltre. E benché la manifestazione fosse promossa dal nostro circolo si è svolta senza l’uso di insegne di partito. Ciò ha portato a partecipare molte persone impegnate in altre aggregazioni politiche o sociali”. 

Dal rappresentante del partito è stato fissato uno specifico obiettivo “comune”, ossia di contrastare un futuro distopico per il nostro territorio, rappresentato in questo caso dall’ex ristorante, ma che ha tanti punti di criticità lungo tutta la costa”.

“Siamo perfettamente consapevoli che l’opinione pubblica è divisa e forse disorientata, ma anche articolata. E questo fa ben sperare per il prosieguo del dibattito – conclude Iannizzotto –, che da parte nostra manterremo sul terreno della correttezza, senza però venire meno alle nostre convinzioni”.

 

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