Scicli e le ventuno “Madri Costituenti”: vivo interesse a palazzo Spadaro

La serata organizzata ieri dalla Casa delle Donne, con il patrocinio del Comune, per gli 80 anni della Repubblica Italiana. Nelle stanze dell’edificio settecentesco di via Francesco Mormina Penna inaugurata anche la mostra di Toponomastica Femminile. La presidente di CdD Carrubba: “Necessario e attuale parlare di diritti, parità, memoria e cittadinanza”

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SCICLI – Il suffragio universale, il referendum istituzionale del ’46, le ventuno “Madri Costituenti”. A palazzo Spadaro ieri un importante momento di riflessione storica e culturale sul contributo delle donne alla costruzione della democrazia in Italia. Anche Scicli ha celebrato gli 80 anni della Repubblica Italiana. Lo si è fatto con una lodevole iniziativa, promossa dall’associazione “Casa delle Donne”, con il patrocinio del Comune.

L’evento, coordinato con professionalità e sensibilità da Rita Luciani, ha riscosso grande partecipazione e vivo interesse. Nell’edificio settecentesco di via Francesco Mormina Penna è stato tracciato il lungo percorso che ha portato le donne alla conquista del voto e alla piena affermazione dei diritti di cittadinanza.

Importante il tavolo delle relatrici allestito nella sala “Falcone-Borsellino”. La giurista Lucia Muscetti ha ripercorso le tappe fondamentali dell’estensione del diritto di voto alle donne e il ruolo determinante delle Costituenti nell’elaborazione dei principi che ancora oggi sono alla base della nostra Repubblica.

Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Giuseppina Incorvaia, presidente nazionale di “Toponomastica al Femminile”. Da lei è stato affrontato il tema della scarsa” presenza femminile nella denominazione di strade, piazze e luoghi pubblici, evidenziando la necessità di una maggiore parità nella rappresentazione della memoria collettiva. Nel suo intervento ha inoltre approfondito i temi del linguaggio di genere e del femminismo, sottolineandone il valore culturale e sociale.

Un momento particolarmente coinvolgente è stato quello dedicato alla rappresentazione di cinque Madri Costituenti. A interpretarle Giovanna Giovannini, Laura Lupo, Resi Iurato, Giovannella Scifo e Anita Giavatto, intervistate per l’occasione da Maria Carmela D’Antiochia, in un dialogo che ha restituito al pubblico idee, passioni e battaglie delle protagoniste della storia repubblicana.

A chiudere l’incontro è stata Giusi Carnemolla, proponendo una riflessione sulle figure di Ottavia Penna Buscemi e Teresa Mattei, due Costituenti, spesso definite “irregolari” per il loro spirito libero e la capacità di rompere gli schemi del tempo.

Nel corso della serata è stato inoltre proiettato un video. Il lavoro dedicato alle 21 Madri Costituenti è stato realizzato da alcune studentesse e studenti dell’istituto superiore “Quintino Cataudella”, che hanno partecipato al concorso nazionale promosso da Toponomastica al Femminile, conquistando un prestigioso secondo posto.

Contemporaneamente, è stata inaugurata anche una mostra. Le sale di palazzo Spadaro hanno accolto l’esposizione sulla toponomastica femminile “Le Madri della Repubblica”, dedicata alle protagoniste dell’Assemblea Costituente. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 giugno e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20. Presente all’iniziativa anche l’assessore comunale Giuseppe Mariotta.

Siamo particolarmente orgogliose – dichiara Melania Carrubba, presidente della ‘Casa delle Donne’ – della riuscita di questo evento. Abbiamo voluto celebrare il 2 Giugno non solo come ricorrenza istituzionale, ma come occasione per ricordare il coraggio, l’impegno e la visione delle donne che hanno contribuito a costruire la nostra Repubblica. La grande partecipazione del pubblico dimostra quanto sia ancora necessario e attuale parlare di diritti, parità, memoria e cittadinanza.

L’inaugurazione della mostra ‘Le Madri della Repubblica’ – chiude Carrubba – rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso di conoscenza e valorizzazione della storia delle donne. Un ringraziamento va a tutte le relatrici, alle interpreti, alle studentesse e agli studenti coinvolti, alle istituzioni presenti e a quanti hanno contribuito alla realizzazione di una serata che ha saputo unire storia, cultura e impegno civile”.

 

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