SCICLI – Direttrici per difendere le spiagge da antropizzazione e inquinamento plastiche. Una guida pratica è stata “distribuita” in vista dell’estate con l’obiettivo di proteggere la biodiversità costiera e le specie a rischio che scelgono di nidificare sui nostri arenili. Nella sede della Protezione civile comunale di contrada Zagarone i referenti locali del WWF e di Plastic Free hanno promosso un importante focus, nato dalla necessità di fare fronte comune per la protezione di due esemplari simbolo di questa missione: la tartaruga Caretta caretta e il fratino.
Il dibattito, aperto a tutta la cittadinanza, ai volontari e agli operatori del settore, ha anticipato di fatto l’inizio della stagione estiva, ormai alle porte, un momento cruciale per la nidificazione delle specie a rischio. All’incontro hanno partecipato figure in prima linea nella difesa dell’ambiente. Laura Paderni del WWF ha illustrato l’importanza del monitoraggio delle spiagge e le azioni concrete per tutelare i nidi di Caretta caretta, spiegando ai cittadini come riconoscere le tracce lasciate dalle tartarughe sulla sabbia. Da Salvatrice Caravello, referente della stessa associazione animalista, i riflettori sono stati accesi sul fratino, una specie sempre più rara, la cui presenza è un vero e proprio indicatore della salute biologica delle nostre spiagge, dispensando consigli utili per evitare di calpestare o disturbare i siti di nidificazione.
Erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti della Guardia Costiera e dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e le ragazze di Bruca Senza Frontiere. Hanno partecipato all’iniziativa anche il sindaco Mario Marino, l’assessore comunale Enzo Giannone, il consigliere Salvatore Causarano e il DEC del Comune di Scicli, Giuseppe Sammito.
Tra i promotori dell’appuntamento Giuseppe Manenti di Plastic Free. Ha parlato del grave impatto dei rifiuti, in particolare della plastica monouso, sugli ecosistemi marini e costieri, proponendo soluzioni e comportamenti quotidiani per ridurre l’impronta ecologica. A presenziare l’appuntamento anche una delegazione del Comune di Modica, composta dall’assessore all’Ecologia, Samuele Cannizzaro, e dal consulente ambientale Dario Modica.
“La nostra costa – è stato detto durante l’incontro – non è solo un luogo di vacanza, ma un ecosistema fragile che ospita specie straordinarie e fortemente minacciate. La tartaruga marina Caretta caretta e il piccolo uccello fratino (Charadrius alexandrinus) sono delle specie che scelgono le nostre spiagge per un momento delicatissimo: la riproduzione e la nidificazione. Proteggerle è un dovere collettivo che passa da piccoli gesti quotidiani”.
Fornite all’uditorio delle linee guida per individuarne la presenza. “Spesso non incontriamo direttamente gli animali, ma i segni del loro passaggio. Riconoscere le impronte e sapere come comportarsi – hanno spiegato i relatori – può salvare una futura generazione di queste specie. Ad esempio la tartaruga risale la spiaggia di notte per deporre le uova, lasciando una scia inconfondibile che sembra il segno del passaggio di un piccolo mezzo cingolato. In questi casi occorre mantenere le distanze, non calpestare assolutamente le tracce, per permettere agli esperti di localizzare il nido, e contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero 1530 o la rete locale di protezione tartarughe. Evitare anche di illuminare la zona con torce o flash (la luce disorienta le tartarughe) e non piantare ombrelloni o lettini nei pressi delle tracce”.
Approfondite poi le caratteristiche del fratino, un piccolo uccello che depone le uova direttamente sulla sabbia, tra le dune e i detriti marini. Le uova e i pulcini sono mimetici e quasi invisibili, il che li rende vulnerabili al calpestio.
“Se notate un adulto di questo volatile che si muove fingendosi ferito – è stato illustrato durante l’incontro -, si sta allontanando per proteggere il nido: bisogna fermarsi e tornare indietro con attenzione. Non muoversi al di fuori dei sentieri stabiliti sulla spiaggia o sulle dune. Tenere i cani rigorosamente al guinzaglio: essi sono i principali fattori di disturbo e predazione per i nidi del fratino”.
Ci si è focalizzati anche su quello che è stato definito il nemico invisibile (ma non troppo), ovvero l’inquinamento da plastica che mari e spiagge. “È un materiale che non si dissolve – hanno aggiunto i relatori -, ma si frammenta in minuscoli pezzi (le microplastiche) che entrano nella catena alimentare. I danni per queste specie sono devastanti: le tartarughe scambiano spesso i sacchetti di plastica galleggianti per meduse, il loro cibo preferito. L’ingestione blocca l’apparato digerente, portandole alla morte per inedia o soffocamento. Mentre il fratino confonde i frammenti di plastica per piccoli invertebrati, ingerendoli con conseguente tossicità interna e ostruzione gastrica. Inoltre, i rifiuti macroscopici sulla spiaggia diventano trappole mortali in cui i piccoli restano impigliati”.
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