Lo studio sui Bronzi di Riace a palazzo Spadaro

Domani Scicli ospiterà un convegno internazionale che proporrà un affascinante intreccio di archeologia, storia, scienze naturali e analisi dei materiali. Verrà approfondito anche il sistema palaziale miceneo. I lavori, suddivisi in due sessioni, dal mattino al pomeriggio

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SCICLI – Agglomerato di Enti, un insieme di competenze e sensibilità diverse per restituire il ruolo di snodo culturale che ebbe la Sicilia nel Mediterraneo antico. In programma a Scicli il meeting “I Bronzi di Riace e la Siracusa dei Dinomenidi”, promosso dall’Assessorato comunale alla Cultura, insieme ad ANCOS APS, Associazione Guide Turistiche Provincia di Ragusa, ConfartigianatoConfeserfidi e la sua Fondazione.

Domani a palazzo Spadaro si preannuncia un dibattito che attraverserà con forza la comunità accademica internazionale. Cinque ore circa di lavori suddivise in due sessioni: quella mattutina, dalle 10.30 alle 12.20, e la pomeridiana, dalle 15.30 alle 18.30.

Il convegno si propone come un momento di confronto ad ampio raggio, capace di intrecciare archeologia, storia, scienze naturali e analisi dei materiali. Un meeting internazionale che offrirà al pubblico non solo aggiornamenti scientifici di grande rilievo, ma anche una narrazione nuova e affascinante delle radici più profonde della nostra storia.

La giornata, moderata dall’archeologo sciclitano Pietro Di Rosa, si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Mario Marino, del presidente provinciale di Confartigianato, Giuseppe La Rosa, e del segretario provinciale ANCOS, Enrico Falla. Il microfono introduttivo passerà poi al professore, nonché assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Mariotta, che offrirà una cornice storica e metodologica al tema della mattina, con particolare attenzione al dibattito sulla natura “imperiale” del sistema palaziale miceneo.

Il cuore della sessione mattutina il volume “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” (Einaudi 2025), a cura di Louis Godart e Stefano De Martino, la cui presentazione sarà affidata a Massimo Cultraro, archeologo del CNR e dell’Università di Palermo. Il libro, già al centro di un vivace dibattito internazionale, propone una lettura innovativa del sistema miceneo. In collegamento interverrà lo stesso Louis Godart, accademico dei Lincei, per approfondire le implicazioni di questa tesi, per molti aspetti, “rivoluzionaria”.

La prima sessione di lavori si chiuderà con un ricordo di Michele R. Cataudella, affidato alla storica Anna Maria Seminara, che ne ripercorrerà specialmente il contributo agli studi sul mondo miceneo e anatolico.

Il pomeriggio sarà invece dedicato a un tema che negli ultimi mesi ha conquistato l’attenzione di archeologi, geologi, storici dell’arte e scienziati dei materiali: la possibile origine siciliana dei Bronzi di Riace. Una prospettiva che, dopo decenni di ipotesi marginali, è tornata al centro del dibattito grazie a un importante studio multidisciplinare, pubblicato tra il 2025 e il 2026 sull’Italian Journal of Geosciences, firmato da un gruppo di studiosi provenienti da sei università italiane.

A presentare i risultati saranno Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione, che illustreranno come le analisi delle patine di corrosione, dei bioti marini e delle croste coralligene indichino che i Bronzi non possono essere rimasti per secoli nei bassi fondali di Riace, ma provengano da profondità maggiori, compatibili con la costa ionica della Sicilia, tra Brucoli e Siracusa. A ciò si aggiungono le indagini sulle “terre di fusione” e sulle tecniche di saldatura, che suggeriscono un percorso produttivo complesso. Una tesi che riapre anche la discussione sulla tradizione scultorea legata alla bottega di Pitagora da Reggio, attiva proprio alla corte siracusana.

Il tema sarà poi ampliato dagli interventi di Anna Maria Seminara, che rifletterà sul ruolo della scultura monumentale nella propaganda dei tiranni siracusaniGiovanni Di Stefano ricostruirà il quadro politico dei Dinomenidi tra Gela, Kamarina e Siracusa; toccherà a Johannes Bergemann, uno dei massimi esperti europei di scultura greca, offrire una lettura integrata tra storia dell’arte e scienze naturali. Seguiranno i contributi di Rosalba Panvini, dedicato alle dinamiche politiche e territoriali della Sicilia del V secolo, e di Saverio Scerra, che approfondirà le tecniche metallurgiche e il ruolo degli artigiani siracusani. Chiuderà la giornata Giuseppe Guzzetta, con un intervento sulla monetazione di Gela, Kamarina e Siracusa nell’età dei tiranni, ulteriore tassello per comprendere la complessità economica e politica del periodo.

 

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