Azioni legali del Comune disapprovate: “Scindere attività diffamatoria da libertà di espressione”

Dall’annuncio di palazzo “Palle” ne è scaturita una accesa polemica. I cittadini molto perplessi e irritati. Pretesi chiarimenti dai consiglieri Puglisi e Buscema. Pure il movimento Territorio a tutelare la “voce critica” della comunità

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SCICLI – Sommossa web del popolo di internet a Scicli. Le azioni legali intimate dall’amministrazione Marino, dopo aver registrato unapericolosa deriva diffamatoria nei confronti dell’Ente pubblico territoriale”, non sono state prese bene dalla cittadinanza. Il Comune ha messo nel mirino pagine Facebook, gestite da anonimi, notizie false, verosimili, modificate grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, video sensazionalistici in cui si denunciano presunti rischi per la pubblica igiene e simili.

Una decisionesoffertaquella presa da palazzo “Palle”, ma ritenuta necessaria per frenare il “dilagare del malcostume della maldicenza, della derisione e della malevola diffusione di paure nella popolazione, grazie alla facile propagazione di insinuazioni che colpiscono le Istituzioni cittadine, inducendo nei lettori risentimenti, alimentando rancori e sospetti”.

La polemica infiamma da ieri Scicli. L’annuncio del Municipio ha provocato un cortocircuito nell’interpretare la scelta di attivare l’ufficio legale per “tutelarsi” da chi “quotidianamente scredita l’operato”. I cittadini sono molto perplessi e alcuni molto irritati.

Nella foto Giuseppe Puglisi

Pretesi chiarimenti dal consigliere comunale di Libertà Popolare, Giuseppe Puglisi. “Comprendo e condivido – afferma – la necessità di fermare fake news e attacchi infondati all’igiene pubblica e ai dipendenti comunali. Ritengo però che l’impostazione e i toni scelti siano sbagliati. Si rischia di mettere sullo stesso piano chi diffama e coloro che esercitano il diritto di critica civile. Il risultato è quello di spegnere il confronto invece di tutelare la comunità. Scicli ha bisogno di trasparenza, non solo di querele. Tra chi inventa notizie false e coloro che, invece, chiedono spiegazioni alla giunta municipale c’è una differenza sostanziale. Una buona amministrazione risolve i problemi segnalati dai cittadini, non li denuncia. Scicli merita più dialogo e più chiarezza, non solo avvocati”.

Nella foto Marianna Buscema

Sulla stessa frequenza di Puglisi sintonizzata la consigliera comunale di Italia Viva-Casa Riformista, Marianna Buscema. Lei si pone una domanda: “Cosa intende esattamente l’Amministrazione quando parla di ‘attività diffamatoria’? Nessuno mette in discussione che chi diffonde notizie false o diffama debba risponderne nelle sedi opportune. Tuttavia, bisogna scindere la diffamazione dalla critica, anche dura, nei confronti dell’operato di un’amministrazione pubblica. E lo stesso vale per la satira, che per sua natura utilizza ironia, paradosso e provocazione per commentare fatti e scelte pubbliche”.

Buscema evidenzia che la critica politica e amministrativa è un “diritto fondamentale, purché esercitato senza offese personali né diffusione di fatti falsi. Per questo sarebbe utile chiarire meglio il contenuto del comunicato: si vogliono contrastare le fake news e le diffamazioni, oppure si rischia di far passare il messaggio che ogni voce critica possa essere considerata un attacco all’Ente?”.

Scende in campo a tutela della “voce critica” dei cittadini anche il movimento Territorio di Scicli.

Nella foto il direttivo di Territorio Scicli

Pur esprimendo apprezzamento per l’impegno dell’Ente nel “tutelare l’immagine e il buon nome della comunità da contenuti falsi o diffamatori”, manifesta preoccupazione per le altre conseguenze: “L’annuncio di azioni legali nei confronti di chi pubblica criticità su servizi e lavori pubblici – spiega il direttivo – può essere percepito dai cittadini come un modo per scoraggiare la libera segnalazione di disservizi o problemi. È comprensibile che le pagine istituzionali e quella del Sindaco non consentano sempre l’interazione diretta; proprio per questo, la possibilità di esprimere opinioni su altre piattaforme diventa uno spazio rilevante per far giungere le istanze dei cittadini”.

Territorio confida che le eventuali iniziative giudiziarie saranno dirette esclusivamente verso contenuti oggettivamente diffamatori o falsi e non verso legittime critiche o segnalazioni di disservizi, “al fine di non limitare indebitamente – termina la nota – il dialogo costruttivo tra Amministrazione e comunità.

 

 

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