SCICLI – Sguinzagliate lungo il litorale di Scicli cinque zone “pet-friendly” dal Comune in risposta ai duri attacchi subiti in questi giorni. Sono quelle previste dalla giunta Marino nel Pudm, in attesa di adozione da parte della Regione: inserite delle aree di 400 metri quadrati, specificatamente nelle spiagge di Playa Grande, Pezza Filippa-Spinasanta, Bruca, Arizza e Sampieri.
Palazzo “Palle” alza il muro difensivo per schermare il sindaco Mario Marino dalle dure critiche, ricevute dopo aver ricordato l’esistenza dell’ordinanza che vieta l’accesso in spiaggia degli amici a quattro zampe.
“Quello del primo cittadino – precisano dal Municipio – è un appello di buon senso che nasce da un determinato episodio verificatosi domenica mattina all’alba sulla spiaggia di Micenci a Donnalucata: un gruppo di persone a cavallo ha fatto una lunga passeggiata sull’arenile e sul lungomare di levante lasciando ovunque deiezioni dei propri animali, incuranti della sorpresa riservata ai bagnanti, che nelle ore successive avrebbero voluto trascorrere una giornata al mare in condizioni di pulizia e igiene”.
Da qui il dibattutissimo richiamo del Sindaco, il quale ha fatto “appello a una ordinanza sindacale – spiegano dal Comune – del 2012, da sempre in vigore e mai revocata da quanti, anche avendo ruoli nell’amministrazione comunale negli anni scorsi, avrebbero potuto revocarla. Tale provvedimento ne riprende uno ancora precedente del 2010”.
L’amministrazione Marino è intenzionata a “mitgare” l’ordinanza in vigore con le cinque spiagge “pet-friendly”. “Questa precisazione – termina la nota – si rende necessaria a fronte di alcuni interventi che hanno tentato di speculare come spesso accade sull’equivoco: tutti vogliono spiagge pulite, nessuno ha atteggiamenti antianimalisti, il senso del decoro e del rispetto dei luoghi va di pari passo con l’amore per gli animali”.
Intanto la polemica non si placa. Sulla questione un’altra dura critica è stata rivolta da Guglielmo Scimonello all’amministrazione Marino. L’ex assessore e consigliere comunale nella precedente sindacatura Giannone ha voluto chiarire alcuni passaggi basilari.

“Il primo punto fondamentale da tenere in considerazione – spiega Scimonello – è che non esiste una legge nazionale a tal riguardo. Non vi è nessuna normativa che vieta o autorizza in modo generalizzato l’accesso degli animali alle spiagge. Questa assenza di una norma quadro demanda la regolamentazione ai Comuni, che dovrebbero favorire regole di convivenza (obbligo di guinzaglio, museruola, raccolta delle deiezioni) o limitazioni di orario (consentire l’accesso solo al mattino presto o la sera), piuttosto che il divieto totale”.
Secondo Scimonello i divieti, per essere validi devono essere fondati su reali esigenze di igiene pubblica o sicurezza e limitati a specifiche aree, prevedendo alternative per i proprietari di animali (come le “Bau Beach”). “Questo divieto del Comune di Scicli – termina l’ex amministratore – solleva un interrogativo che riguarda tutta la cittadinanza: l’esclusione è davvero l’unica soluzione per garantire il decoro e l’igiene? O forse dimostra l’incapacità dell’amministrazione di gestire gli spazi comuni educando i cittadini piuttosto che limitandoli? Ai residenti e agli amanti degli animali l’ardua sentenza”.
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