SCICLI – L’assonanza di opinioni su un solo aspetto: “Con il Pug non si scherza, perché si rischia di arrecare un grave danno alla città”. Per il resto è scontro totale. A Scicli un fine settimana agitato sul piano politico dopo quanto successo venerdì sera in Consiglio comunale. Il via libera non dato al documento preliminare del Piano Urbanistico Generale ha fatto detonare pesantemente lo scontro tra amministrazione Marino e opposizione. Molto appuntiti gli attacchi che sono volati da una parte all’altra. E i toni della dialettica politica non si affievoliscono con il passare delle ore.
Il Partito Democratico se la prende con il sindaco Mario Marino e l’assessore comunale all’Urbanistica, Enzo Giannone, etichettati come “irresponsabili e presuntuosi”. I dem ribadiscono come l’approvazione dello strumento di pianificazione territoriale dovesse prima passare attraverso processi di condivisione e concertazione. “È quanto abbiamo chiesto per mesi – afferma il PD – senza essere ascoltati. Ciò, a maggior ragione, doveva avvenire in Consiglio comunale, dove non c’è una maggioranza politica che sostiene questa Amministrazione”.

Un “fallimento” quello descritto dai dem che ha come “unici responsabili” Marino e Giannone, perché “a nove mesi dall’arrivo della delibera in commissione, il Consiglio Comunale non ha esitato l’atto. È molto grave!”. Ragione per cui il PD chiede al Sindaco di “prendere atto della sua incapacità di governare e dimettersi”.
“È tempo di restituire centralità all’interesse pubblico, al confronto democratico e alla pianificazione come strumento di crescita e di sviluppo della nostra comunità. Siamo al lavoro per questo. Vogliamo creare – termina la nota piddina – un’alternativa a questa Amministrazione”.
Alla seduta consiliare non era presente Start Scicli per ragioni di incompatibilità. Gli startini però precisano che “in assenza di tale impedimento, il nostro voto sarebbe stato favorevole, in linea con quanto già fatto nella passata legislatura, quando abbiamo sostenuto con convinzione gli strumenti di pianificazione ritenuti strategici per lo sviluppo del territorio”.
Detto ciò, Start non risparmia critiche alla coalizione di Governo cittadino. “Scicli paga oggi – afferma il movimento politico di opposizione – una crisi politica di una gestione amministrativa che non ha saputo costruire e mantenere una maggioranza stabile sui temi più importanti per il futuro della città”.
Per gli startini il dato politico è ormai evidente e difficilmente contestabile: “Il sindaco Marino non dispone più di una maggioranza in Consiglio comunale. Non si tratta soltanto di una questione numerica, ma del fallimento di un progetto politico che oggi mostra tutta la sua fragilità”.
Con quanto accaduto, il Consiglio comunale ha di fatto “rinunciato alla propria funzione di indirizzo politico – prosegue il comunicato startino – su uno degli strumenti più importanti per il governo del territorio. Si aggiunge inoltre il rischio di verifiche sui finanziamenti regionali già concessi per la redazione del Piano, con possibili conseguenze sulle risorse pubbliche impiegate. Riteniamo che il sindaco Mario Marino debba assumersi la piena responsabilità politica di quanto accaduto. La fragilità della sua maggioranza è il risultato di un metodo di governo che si è dimostrato incapace di garantire coesione e condivisione sulle questioni strategiche”.
Start rimprovera anche i consiglieri di opposizione che hanno deciso di astenersi al momento del voto. “La loro è stata una decisione – spiega il movimento – incomprensibile, soprattutto considerando che nella precedente seduta erano stati accolti persino gli emendamenti da loro stessi proposti. Esistevano quindi tutte le condizioni per consentire al Consiglio comunale di proseguire il proprio ruolo nella definizione del Piano”.
La posizione startina è chiara: “Non si può governare una città con una maggioranza instabile e nemmeno pensare di fare opposizione senza assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte, quando sono in gioco gli interessi generali della comunità”.
Infine, Start supporta il PD nel chiedere le dimissioni del Sindaco. “Per rispetto dei cittadini e delle istituzioni, Marino – conclude la nota – dovrebbe prendere atto della situazione politica venutasi a creare e rimettersi al giudizio degli elettori. Solo nuove elezioni possono restituire a Scicli un governo autorevole e stabile”.

Tra i consiglieri astenutisi anche Bruno Mirabella di Scicli Bene In Comune. “Il Sindaco – commenta il movimento di opposizione – ha portato in aula uno degli atti più importanti per il futuro del territorio senza riuscire a garantirne l’approvazione, nemmeno nella sua fase preliminare. Si tratta di una grave sconfitta politica, della quale dovrebbe assumersi fino in fondo la responsabilità, anche valutando le conseguenze sul piano istituzionale. Per questo la nostra astensione è un segnale politico chiaro: su temi così importanti non è accettabile chiudersi in un atteggiamento di autosufficienza e arroganza istituzionale”.
A controreplicare agli attacchi dell’opposizione l’assessore Giannone. “Parlano di ‘grave sconfitta politica’, ma dimenticano – dichiara il commissario cittadino di Forza Italia – un dato fondamentale: sette consiglieri su sedici erano incompatibili per legge e non hanno potuto partecipare alla votazione. È quindi fuorviante rappresentare l’esito come una prova dell’assenza di una maggioranza politica”.

Giannone rileva anche una “contraddizione evidente”, in quanto sono stati presentati sette emendamenti, anche di rilievo, e tutti approvati. “Se il Piano era così inadeguato – si chiede l’assessore -, perché modificarlo e contribuire a migliorarlo per poi astenersi sulla sua approvazione?”.
“Il Piano Urbanistico Generale – termina Giannone – non è un trofeo della maggioranza né una bandiera dell’opposizione. Costituisce uno strumento strategico per il futuro di Scicli. Per questo sarebbe stato auspicabile che prevalesse il senso di responsabilità rispetto alla convenienza politica”.
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