SCICLI – La storiografia su Scicli s’arricchisce di un nuovo, prezioso tassello: “L’istruzione negata, storia del Collegio di Maria di Scicli” (Abulafia) di Giovanni Portelli e Giovanna Giallongo, prefazione di Paolo Nifosì, foto di Luigi Nifosì.
Il libro è stato presentato sabato scorso nella chiesa di San Bartolomeo dagli stessi autori e dal prefatore. A moderare la serata Giuseppe Pitrolo.
Il ricco saggio ripercorre la storia del Conservatorio Mirabella di Scicli, più comunemente noto come “Ritiro”, inserendolo nel contesto generale della società locale e della condizione educativa femminile nella Sicilia borbonica. Volume necessario perché fa scoprire un personaggio meritevole, Biagio Mirabella. Inoltre il saggio viene pubblicato proprio mentre lo stabile, dopo un secolo di rovine, viene restaurato e rifunzionalizzato a elegante albergo, grazie all’intelligenza, alla lungimiranza e alla capacità imprenditoriale di Mirjia Cartia e Tania Svetina.
Dopo gli onori di casa da parte dell’ingegnere Ignazio Emmolo, vice-presidente dell’Arciconfraternita di S. Bartolomeo, e i saluti dell’Amministrazione portati dall’assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Mariotta, si è entrati nel vivo della serata.
È stata Giovanna Giallongo, per prima, a illustrare alcuni dei contenuti del libro, mettendo in particolare risalto la figura e l’opera del canonico Biagio Mirabella, fondatore del Collegio di Maria. In un appassionato intervento, che ha subito catturato l’attenzione del folto pubblico presente in chiesa, da Giallongo è stata posta particolare attenzione sulla novità della presenza dell’educandato femminile nella Scicli della seconda metà del Settecento e elencate le numerose difficoltà frapposte dalla parte più retriva della società e del clero locale, fino al definitivo fallimento dell’opera.
Paolo Nifosì ha messo in evidenza gli elementi di novità della ricerca, sottolineando la necessità di riscrivere quel poco finora conosciuto sul Ritiro e di aggiungere la notevole mole di informazioni inedite scoperte dagli autori. In una esauriente carrellata di fotografie ha presentato, infine, gli elementi architettonici e stilistici del sito, anticipando l’aspetto della facciata così come sta affiorando grazie ai lavori di restauro ancora in corso.
Ha concluso la serata Giovanni Portelli che ha evidenziato come la storiografia oggi possa contare, rispetto al passato, su un maggior numero di archivi privati e religiosi, riordinati e facilmente accessibili, e sull’archivio di Stato di Ragusa e sezione di Modica che nella ricerca storica locale svolgono un ruolo centrale. Ha infine dimostrato come le informazioni sul Ritiro sin qui adottate (la cui maggiore fonte è rappresentata dalle memorie di Pluchinotta) siano prive di prove documentarie e le ricerche del libro aprano un nuovo e inedito fronte di conoscenza.
Giuseppe Pitrolo
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