SCICLI – Dal carcere ai domiciliari. Accolta dal Tribunale del Riesame di Catania le istanze presentate dai difensori dei cinque sciclitani indagati (due mandanti e tre esecutori materiali del pestaggio) per estorsione e lesioni ai danni di un pensionato a Donnalucata. È stata disposta, infatti, la sostituzione della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.
Gli avvocati dei cinquantaduenni gemelli B.A. e R.C.A., di F.M. (45 anni), G.E. (41) e C.D. (43) avevano chiesto la revoca della misura o, in subordine, di una meno gravosa a fronte del provvedimento originario emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa. Le motivazioni del provvedimento del Riesame si conosceranno tra 45 giorni.
L’episodio al centro delle indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, risale al tardo pomeriggio dello scorso 3 febbraio, quando in via Salvador Allende a Donnalucata un 72enne, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, era stato improvvisamente bloccato da una Fiat Panda che gli aveva sbarrato la strada. Dall’utilitaria si erano presentati tre uomini che, con estrema determinazione, avevano costretto l’anziano a scendere. Nel corso dell’aggressione, con una serie di calci, pugni e schiaffi, la vittima è stata scagliata a terra, riportando lesioni al volto e agli arti. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, la spedizione punitiva sarebbe stata commissionata per recuperare forzosamente un presunto credito di 24.000 euro, riferibile a pregressi prestiti di denaro elargiti dai due fratelli gemelli alla vittima e alla sua ex compagna.
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