Rischio idrogeologico e frane: “A Scicli serve una inversione di tendenza”

Preoccupata molto Sinistra Italiana per la gestione del territorio. Immediato il pressing sull’amministrazione Marino affinché porti a termine l’iter del Piano Urbanistico Genarle

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SCICLI – Niscemi inghiottita dalla frana, i litorali delle coste siciliane devastate dalle mareggiate scatenate dal ciclone “Harry” due settimane fa. Sinistra Italiana Scicli attribuisce le responsabilità dei danni causati dal maltempo principalmente al “sistema politico”, ritenuto colpevole di “non occuparsi opportunatamente” della gestione di un territorio ad alto rischio idrogeologico. Il partito chiama in causa l’amministrazione Marino per fermare il consumo del suolo sul territorio sciclitano, completando in fretta l’iter del Piano Urbanistico Generale.

L’emergenza climatica – afferma SI – non concede più proroghe, ma ridurre tutto alla ‘furia della natura’ sarebbe un errore imperdonabile: i disastri che colpiscono i nostri territori sono la conseguenza diretta di scelte gestionali miopi, degradando la salute del paesaggio e la qualità della vita dei cittadini”.

Sinistra Italiana parla di un “caso Scicli”, in quanto la realtà locale narrerebbe una storia diversa rispetto al principio del “Consumo di Suolo Zero”, adottato formalmente dalla Regione Siciliana come linea guida per i nuovi Piani Urbanistici Generali.

Il nostro Comune – spiega la nota – ha avviato da anni l’iter per dotarsi del PUG, ma l’amministrazione Marino (in continuità con pratiche del passato) sta mancando l’obiettivo. Non si attuano misure drastiche contro l’abusivismo edilizio, una piaga che indebolisce strutturalmente il territorio. Al contrario, assistiamo con preoccupazione a scelte recenti che rimuovono vincoli di edificabilità in zone di pregio paesaggistico, aggravando una vulnerabilità già estrema”.

Dal partito viene ricordato che Scicli, al pari di Niscemi e di molti altri centri dell’Isola, è un territorio ad alto rischio idrogeologico e di frane. “Ignorare questi vincoli – prosegue il documento – significa mettere consapevolmente in pericolo l’incolumità dei cittadini.

Ritenuto, quindi, necessario un cambio di rotta, perché il territorio “non può più essere il terreno di caccia – scrive SI – di politicanti interessati a tutelare gruppi di potere o ambizioni personali. Serve una netta inversione di tendenza che metta al centro la prevenzione e manutenzione ordinaria del territorio, il rispetto rigoroso delle norme urbanistiche e dello stop alle deroghe selvagge, la trasparenza assoluta nella gestione dei fondi ambientali e la lotta senza quartiere all’abusivismo, per fermare il consumo di suolo”.

Solo attraverso una pianificazione responsabile e il recupero della legalità – termina il documento – potremo ridurre la fragilità delle nostre comunità e affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici di cui, in ultima analisi, siamo noi stessi i responsabili”.

 

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