SCICLI – Archetto soave, la perfezione tecnica incontro l’istinto puro. Spetta al violinista spagnolo Joaquín Palomares chiudere la sesta edizione del Filinona Festival a Scicli. Stasera, alle ore 19, nella chiesa della Consolazione andrà in scena “El violín del corazón”.
Considerato dalla critica uno dei violinisti spagnoli più autorevoli della sua generazione, Palomares si esibirà accompagnato dal Mimeià Ensemble. C’è una certa giustizia poetica in questo finale: la chiesa che lo ospita conserva sulla facciata il titolo di “Patrona Civitatis”, concesso nel 1645 dal re di Spagna, Filippo IV, alla Madonna della Consolazione. Palomares, del resto, a Scicli suona tra amici: con Gaetano Adorno, direttore artistico, tra l’altro, della pregevole kermesse musicale, David e Carlos Apellániz ha condiviso il Beethoven Klavier Quartett. Non solo. Con “Luogocomune”, associazione organizzatrice del Filinona Festival, in collaborazione con “Triskele”, ha già collaborato in recital, progetti cameristici e orchestrali, anche accanto al pianista Sebastiano Brusco.
Stasera a fianco di Palomares, come detto, il Mimeià Ensemble. La formazione musicale si presenterà con Pietro Pistone e Marco Maiuri ai violini, Matteo Briganti alla viola, Francesco Pupillo al violoncello e Javier Quintero al contrabbasso. I brani, nati per organici diversi, verranno proposti per violino solista e quintetto d’archi.
Con “El violín del corazón” si chiude un’edizione che ha scelto di raccogliere l’intero cartellone in un solo luogo. Il tardo barocco di Scicli è prima di tutto teatro. E tra le chiese, che ne sono le prime attrici, la Consolazione, con la sua facciata sobria e il campanile staccato dal prospetto, fa di solito la comparsa: per dieci sere Filinona le ha dato la parte principale.
In sette settimane il Festival ha attraversato oltre due secoli di musica, da Vivaldi a Piazzolla. Ha riportato a Scicli la storia di Claudio Scimone, con due dei suoi Solisti Veneti, ossia Enzo Ligresti e Giuseppe Barutti; è riuscito a creare uno splendido dialogo tra il flauto di Giovanni Mareggini e la chitarra di Claudio Piastra. Dalla kermesse musicale sono stati “raccontati” altri pregevoli momenti: lo special guest Vadim Tchijik, tra Bach e Mozart, i recital pianistici di Federico Scrofani e Sebastiano Brusco, i Lieder di Lucio Prete e Maria Perrotta, il Dúo Apellániz. Con gli ospiti hanno suonato i gruppi di casa, il Mimeià Ensemble e L/G Ensemble; quest’ultimo, la formazione da camera dell’Orchestra Giovanile Luogocomune, ha dato a giovani strumentisti, legati in gran parte al Conservatorio Bellini di Catania, la possibilità di dividere il palco con solisti di carriera internazionale.
La settima edizione è già in preparazione. Filinona tornerà a Scicli nel 2027, ancora con la direzione artistica di Gaetano Adorno, il cui incarico copre le edizioni fino al 2028. Si punta ad allestire un cartellone che porti delle novità e alcune sorprese in esclusiva, all’altezza degli ospiti di quest’anno. Il festival le svelerà nei prossimi mesi.
Biglietti anche online su www.associazioneluogocomune.it
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