SCICLI – I moti del “Non si parte” rappresentavano un’espressione spontanea di disagio sociale e di diffuso antimilitarismo, al di fuori di un movimento unitario dal punto di vista politico. Il sesto appuntamento, organizzato ieri, della fortunata rassegna culturale de “I Venerdì del Museo”, ha raffigurato un quadro storico di povertà, disillusione e stanchezza dopo anni di guerra, in cui migliaia di giovani e famiglie si opposero alla chiamata alle armi, imposta dal governo italiano, rifiutando di partecipare a un nuovo conflitto.
Ospite del convegno la professoressa Carmela Paolino che, insieme alla figlia Rosa Pacetto, ha riportato all’attenzione pubblica un fenomeno di protesta popolare che, tra il dicembre 1944 e il gennaio 1945, coinvolse ampie aree della Sicilia, inclusa la zona ragusana e la stessa Scicli.
Un denso uditorio ha partecipato all’incontro, ospitato dal Museo del Costume di via F. M. Penna e introdotto dall’archivista Giovanna Giallongo. Da Paolino è stata raccontata una popolazione che, provata dalle difficili condizioni economiche e dalla perdita di fiducia nelle istituzioni, interpretò la leva obbligatoria come un’ingiustizia ulteriore, dando vita a manifestazioni, scioperi e, in alcuni casi, vere e proprie insurrezioni.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dei territori del ragusano, dove le proteste assunsero forme intense e partecipate, contribuendo a rendere questi eventi un caso emblematico di mobilitazione popolare nel Mezzogiorno.
La conferenza ha inoltre sottolineato l’importanza della memoria storica locale, evidenziando come questi avvenimenti siano stati a lungo marginalizzati nella narrazione nazionale. Una pagina di storia non nota, un argomento che ha riscosso tra i presenti grande interesse, curiosità e apprezzamento sulla scelta documentale dei fatti narrati.
L’iniziativa di ieri si inserisce così in un più ampio percorso di valorizzazione della storia e dell’identità del territorio, offrendo ai partecipanti l’opportunità di comprendere meglio le radici sociali e culturali di una vicenda che ancora oggi invita alla riflessione sui temi della guerra, del dissenso e della partecipazione civile. In alto il video recap di SVN sull’appuntamento culturale.
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