“Scogliera” Cava d’Aliga, “Area iconica che va rinaturalizzata”

È stato il tema principale trattato nell’assemblea indetta dal nuovo comitato costituitosi nella borgata

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SCICLI – La fisionomia naturale delle spiagge da preservare per il futuro delle località balneari. Finalità che anima le intenzioni di un numeroso gruppo di persone da poco costituitosi. Il comitato “Cava d’Aliga Costa Iblea” ha debuttato sabato scorso organizzando un’assemblea. Si è registrata una partecipazione attiva, non solo di residenti della borgata cavadalgese, ma anche di turisti e cittadini provenienti da Scicli, Modica e Vittoria, a testimonianza dell’interesse suscitato ovunque dalla tematica, che la nuova associazione intende promuovere.

I partecipanti hanno sfidato il caldo torrido del pomeriggio e scelto, fra i tanti appuntamenti della costa sciclitana, un incontro di grande interesse sociale, come quello sul futuro di Cava d’Aliga e, più in generale, delle spiagge.

Dopo la presentazione del Comitato e dei suoi obiettivi, buona parte del successivo dibattito si è focalizzato sull’annosa tematica rappresentata dal vetusto fabbricato noto come “Scogliera”. Pur distinguendo fra l’antico rudere, luogo di memorie per tanti cavadalgesi, e la parte più nuova, fra i presenti “una perplessità è sortaaffermano i rappresentanti del gruppo – in merito alla permanenza sul terreno demaniale, bene comune”. A tal proposito, la stragrande maggioranza dei partecipanti si è espressa “a favore della rinaturalizzazione – si legge in una nota – di un’area ritenuta iconica per tutta la costa iblea”.

Come si ricorda, a fine maggio hanno destato particolare clamore nella comunità le modalità di messa in sicurezza della falesia del promontorio di Bruca. “I lavori sono apparsi – riferiscono dal Comitato – piuttosto aggressivi nei confronti dell’ambiente costiero e sproporzionati agli asseriti obiettivi di pubblica utilità. Nel dibattito è emersa inoltre una certa difficoltà nel comprendere il confine fra gli interessi privati e quelli pubblici”.

È stato, inoltre, fatto notare durante l’assemblea come l’intero progetto “non abbia mai coinvolto il pubblico sciclitano, se non in modo occasionale e attraverso i social media locali. Sarebbe stato opportuno, invece, che l’ente attuatore avesse condotto un atteggiamento di ascolto dei diretti interessati, gli sciclitani, invece di procedere speditamente, con il pretesto di uno snellimento delle pratiche”.

L’incontro si è concluso con l’impegno a continuare sulla strada di riflessione comune intorno al futuro delle spiagge iblee e di Cava d’Aliga in particolare, coinvolgendo le cittadinanze in queste questioni rilevanti, che interessano il litorale costiero.

 

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