SCICLI – Portavoce di cittadine e realtà virtuose, che desiderano lasciare un impatto positivo, cercando di invertire la rotta tanto del turismo di massa quanto dell’invisibilità di alcuni territori. “Unna” porta a Scicli quelli che considera gli strumenti essenziali per raggiungere l’obiettivo prefissatosi: sguardo attento, condivisione di responsabilità e rispetto.
Scicli nei prossimi due giorni (lunedì 21 e martedì 22 settembre) conoscerà i propositi “rigenerativi” della nuova associazione di promozione sociale, nata lo scorso luglio dall’incontro di sette socie fondatrici: Paola Di Dio, Miriam Cannella, Francesca Diana, Serena Nasino, Federica Cifarelli, Gaia Catalano e Eleonora Parlascino. Donne con percorsi diversi (turismo e ospitalità, cooperazione internazionale, sostenibilità, inclusione, design, arte terapia ed economia d’impresa), spinte a unire le forze da un quesito: “Come si abita un luogo senza consumarlo?”. La conclusione che hanno formulato ritrae un turismo rotto, disfunzionale, insostenibile, da riprogettare. “Ma prima vanno rigenerati i territori – commenta ‘Unna’ –, perché senza una comunità viva è impossibile farlo”.
Da qui il sistema trinacriale su cui l’associazione lavora (attivazione, mappatura, informazione), con i modelli che saranno presentati per la prima volta proprio a Scicli. Il lavoro dell’associazione prende poi forma in laboratori, proiezioni e incontri pubblici, azioni di cura dei luoghi, momenti conviviali: occasioni gratuite o a contributo, costruite sempre insieme alle realtà del territorio. Per “Unna” la Sicilia non è una destinazione ma un punto di partenza: la sede legale dell’associazione è a Piazza Armerina (EN), ma le sedi operative sono molteplici, tra cui Scicli, Napoli, Bologna e Savona.
Lunedì 21 settembre, dalle ore 19, “Unna” si presenta a istituzioni, associazioni ed enti del terzo settore del territorio, in un incontro promosso insieme alla Fondazione Confeserfidi e ospitato nella sua sede di via Arco Castro 1/2/3. L’obiettivo è dichiarato: fare rete. Raccontare l’associazione e i suoi propositi, ascoltare coloro a Scicli e negli Iblei lavorano già su ambiente, cultura, accoglienza e diritti, e individuare da subito i progetti che si possono costruire insieme. (L’incontro è aperto: chi vuole partecipare può segnalarlo inviando una mail a ciaounna@gmail.com).
“Non veniamo a Scicli – commenta Paola Di Dio, presidente di ‘Unna’ – a presentare un progetto finito: veniamo a cercare con chi costruirlo. Nei territori le cose che funzionano nascono quando realtà diverse mettono insieme competenze, reti e sguardi”.
Martedì 22 settembre, dalle ore 19.30, negli spazi di MH – Casa delle Culture, arriva la proiezione di The Cost of Growth. “Per chi stiamo facendo crescere questa economia? E chi ne paga il costo?”, è la domanda intorno a cui ruota il documentario. “Esso – scrive l’associazione – intreccia tre storie lontane tra loro: le lotte contro l’estrattivismo in Serbia, il percorso di democratizzazione del lavoro in Italia e la resistenza alla colonizzazione del territorio Sámi in Norvegia”. Contesti diversi che raccontano lo stesso meccanismo e aprono le stesse domande: giustizia, libertà di movimento, guerre, democrazia, alternative possibili allo status quo.
“Portare questo film in Sicilia – spiega Miriam Cannella, socia fondatrice di Unna – significa guardarlo da un punto di osservazione preciso. L’isola è insieme frontiera del Mediterraneo, laboratorio dei cambiamenti climatici, terra di agricoltura intensiva e di un turismo in crescita costante: un luogo dove la domanda su chi paga il costo della crescita è quotidiana. Le domande del film riguardano anche noi, un territorio che vive di mare, terra, movimento e quotidianamente decide il volto da dare alle proprie azioni o inazioni. L’ingresso alla proiezione è libero e aperto a tutte; chi vuole può lasciare una donazione per coprire le spese. Dopo il film, con un piccolo contributo di €10, il confronto prosegue attorno a una cena, a cura di Manicò – Cucina Naturale Itinerante, pensata per continuare a ragionare insieme in modo informale”.
“Unna” cerca enti pubblici, organizzazioni, imprese e professioniste che lavorano sui territori e che credono in un modello di movimento e di restanza consapevole. “Moviti fermu. Basta ca ti movi. È questo il nostro motto! Il movimento che proponiamo – termina Cannella – non è correre ininterrottamente da un posto all’altro, ma quello che accade quando ci si ferma abbastanza a lungo per vedere davvero un luogo e le persone che lo abitano”.
Info utili
L’incontro di domani (lunedì 21 settembre) è aperto a tutti: chi vuole partecipare può segnalarlo inviando una mail a ciaounna@gmail.com. Per la cena del giorno successivo è consigliata la segnalazione della propria presenza, così da evitare sprechi di cibo (email: ciaounna@gmail.com).
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