SCICLI – Alla pompa prezzi insostenibili, gli autotrasportatori hanno tirato il freno a mano. La serrata dei tir contro il caro carburante spegne i motori alla logistica, gli scaffali dei supermercati si svuotano, le merci rimangono ferme nei magazzini. Come nel resto del Meridione, serbatoi pieni di rabbia a Scicli.
Questa mattina sono stati accesi i megafoni della protesta. Lavoratori e studenti hanno fatto fronte comune per dire stop ai rincari con manifestazioni e presidi pacifici. In contrada Arizza tir fermi. Gli autotrasportatori, a cui si sono aggiunti anche cittadini e imprenditori agricoli ed edili, hanno fatto sentire il loro dissenso, invocando immediati aiuti strutturali.
Lo stesso hanno fatto a diversi chilometri di distanza i giovani dell’istituto “Quintino Cataudella”. Slogan e cartelloni nel cortile del Liceo a supporto dei camionisti e contro il carovita in generale. Una netta posizione di dissenso intergenerazionale. Un’asse di protesta pacifica e compatta che Scicli vuole far risuonare.
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