Dissidi sull’intitolazione: “Toponomastica al maschile, anche le consigliere a favore”

Sinistra Italiana alimenta la polemica scatenatasi sulla proposta di dedicare la circonvallazione Ovest all’on. Giuseppe Drago. Il partito critica anche la votazione e la successiva approvazione della mozione in Consiglio comunale, dopo i diversi appelli, giunti dal dibattito cittadino, ad omaggiare anche la memoria di figure femminili

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SCICLI – Stridente “discrepanza” ravvisata in aula consiliare il 7 ottobre da attenti osservatori interessatisi all’ormai nota faccenda dell’intitolazione. Sinistra Italiana si dice amareggiata per la votazione che ha approvato la mozione di intitolazione della circonvallazione Ovest in memoria dell’on. Giuseppe Drago.

Il partito ritiene “paradossale” il benestare dato da alcune consigliere su una proposta che ha sollevato nelle ultime settimane le proteste diffuse su una toponomastica cittadina in cui “scarseggiano” figure femminili. Motivo per cui SI è profondamente deluso nel constatare come tra i 13 consiglieri favorevoli alla tanto discussa approvazione cinque siano donne. “Come obbedienti soldate – si legge in una nota di Sinistra Italiana -, hanno votato seguendo le indicazioni del proprio schieramento, senza avere il coraggio e la coerenza di distinguersi dai colleghi uomini. Ci saremmo aspettati che, proprio in virtù degli impegni richiamati, il tema delle pari opportunità trovasse maggiore attenzione e coerenza. Ad esprimersi contraria solo la consigliera Francesca Schirò”.

A detta di SI sono emerse anche posizioni fortemente preoccupanti durante i suddetti lavori consiglieri. “Nel corso degli interventi – spiega il partito – è stato ricordato l’impegno dell’ex onorevole Drago nel far destinare al territorio finanziamenti che hanno permesso di realizzare opere pubbliche utili e necessarie. Ma non è forse questo uno dei compiti di chi si candida e viene eletto? È l’impegno che ciascun rappresentante assume quando chiede il voto ai cittadini”.

Il partito dice di non comprendere su quali presupposti la maggioranza del Consiglio comunale abbia compiuto questa scelta. “A nostro avviso – riporta il documento -, essa non rispecchia i principi costituzionali del rispetto delle regole, delle istituzioni, della legalità. Riteniamo che la maggioranza abbia trattato con grave superficialità il principio delle pari opportunità. Non basta infatti compiacersi che la presenza in Consiglio comunale delle consigliere sia uguale a quella dei colleghi maschi”.

“Inutile – termina SI – assumere iniziative concrete per colmare il vergognoso e inaccettabile divario tra le intitolazioni maschili e la quasi totale assenza di figure femminili nelle vie e negli spazi pubblici della città, se poi alla prima occasione utile c’è sempre un nome maschile che ha la priorità. È bastato poco perché gli impegni assunti venissero disattesi”.

 

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