Scicli, “Se le proposte rimangono solo sui cartelli… Manca concretezza!”

La consigliera comunale di Start, Consuelo Pacetto, si riferisce al progetto “Città delle Donne”, lamentando l'assenza di un programma strutturato del Comune a distanza di tre anni dall’adesione

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SCICLI – Illusoria l’insegna all’ingresso della città, oltre a quella niente sarebbe stato concretizzato. Il cartello mostrato da Start recita “Scicli Città delle Donne”. Rappresenta il manifesto di un progetto rimasto inattuato, nonostante il Comune vi abbia aderito tre anni fa (novembre 2023), con deliberazione di Giunta comunale, approvando l’apposita mozione di indirizzo presentata in Consiglio dalla consigliera Consuelo Pacetto. È la stessa esponente del movimento startino ad aver chiesto di recente delle spiegazioni in aula consiliare all’amministrazione Marino.

“Le pari opportunità – afferma Pacetto – non possono restare sulla carta. Non basta un cartello all’ingresso della città, servono politiche reali. Quella presentata tre anni fa era una proposta nata con l’obiettivo di trasformare i principi della valorizzazione del ruolo delle donne e della prevenzione della violenza di genere in un percorso concreto, capace di coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e realtà del territorio”.

Stanca di aspettare ancora, la consigliera ha presentato un’interpellanza per conoscere le attività, eventualmente, realizzate e quale seguito sia stato dato agli impegni assunti dall’Amministrazione. A risponderle l’assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Mariotta, riconoscendo che il progetto “non si è ancora tradotto – fa sapere Pacetto – in un percorso strutturato e riconoscibile, in quanto manca un programma operativo organico e il coinvolgimento delle associazioni e delle attività territoriali è avvenuto prevalentemente in modo informale.”

L’Amministrazione si è impegnata a predisporre un piano operativo nei primi mesi del 2027. Ragione per cui Pacetto ringrazia Mariotta, per la disponibilità e la cortesia istituzionale con cui ha risposto alla interpellanza, precisando che la sua riflessione politica non riguarda la persona dell’assessore, bensì le scelte e le priorità della giunta Marino. “Dopo l’uscita dalla squadra assessoriale di Gianni Falla, la delega alle Pari opportunità non è stata più assegnata. Ritengo che questo sia un dato politico significativo: una materia così importante – spiega la consigliera – avrebbe meritato una precisa collocazione nell’organizzazione dell’esecutivo e un impegno amministrativo continuativo”.

Nella foto Consuelo Pacetto

Per l’esponente di Start, la questione assume un significato ancora più rilevante in un momento storico in cui la violenza contro le donne continua a manifestarsi con drammatica frequenza e si moltiplicano gli appelli alle istituzioni affinché si passi dalle dichiarazioni alle azioni. “La prevenzione, l’educazione al rispetto, il sostegno alle vittime e il rafforzamento della rete territoriale – afferma – non possono essere affidati soltanto a iniziative occasionali o alle ricorrenze del calendario. Inaccettabile continuare ad arrivare dopo, quando la violenza si è già consumata e una donna. Le istituzioni hanno il dovere di prevenire, educare, costruire reti di protezione e rendere accessibili i servizi di sostegno. È proprio per questo che nel 2023 ho proposto, insieme alla consigliera Caterina Riccotti, l’adesione al progetto; non per aggiungere un titolo alla città, ma per contribuire a costruire una politica permanente a favore delle donne”.

L’amministrazione Marino avrebbe comunicato a Pacetto anche l’intenzione di predisporre un calendario pubblico di iniziative per il 2027, formalizzare una rete territoriale, individuare un referente amministrativo e rendere più trasparente la rendicontazione delle attività e delle spese.

Impegni che la consigliera accoglie come un primo passo, ma sui quali ritiene necessario mantenere alta l’attenzione.

“Vigilerò affinché il programma annunciato per il prossimo anno – termina Pacetto – non rimanga un’altra dichiarazione d’intenti e perché il Consiglio comunale possa seguire concretamente l’attuazione degli impegni assunti. Il significato dell’adesione al progetto deve andare ben oltre la dimensione simbolica e tradursi in un percorso capace di produrre risultati concreti per la comunità, attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni, dei servizi sociali e sanitari e dei centri antiviolenza. Essere ‘Città delle Donne’ significa attuare delle politiche efficaci sul territorio e assumersi la responsabilità di costruire ogni giorno una comunità più consapevole, inclusiva e sicura per tutte le donne”.

 

 

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