Nasce a Scicli il primo incubatore di impresa

All’interno della chiesa della Consolazione

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SCICLI – InterHub avvia le attività. A Scicli nella chiesa della Consolazione, un gruppo di giovani ha scelto di iniziare un “cammino” con lo scopo di apprendere in che modo si può fare impresa, anche utilizzando le più innovative strategie: come il digital marketing. Ad accompagnarli nel percorso c’era Fabio Cicero, imprenditore di successo che partito da “venditore di fiori” oggi è alla guida di un gruppo che fattura oltre 22 milioni di euro e opera in 32 paesi nel mondo. C’era anche Salvo Scribano, laureato in economia, co-founder di Formability, alla guida di un gruppo di giovanissimi professionisti che hanno realizzato in Sicilia una società di servizi aziendali specializzata anche nel digital marketing. Franco Portelli, docente di diritto ed economia, collaboratore del Sole24 ore Scuola, co-founder di Inter Hub, autore del libro edito dalla Franco Angeli Dalle 4 P alle 4 E del Marketing ed esperto di start up. In mezzo ad un variegato mondo di persone che si lamentano del fatto che non c’è più futuro, che imprecano contro questo o quel politico, al punto che il Censis li descrive come “incattiviti e rancorosi”, a Scicli si sta riscoprendo una realtà diversa. Giovani che hanno scelto di dedicare tempo ed energie per imparare a fare impresa. Tutto nella gratuità. Docenti più che qualificati che “regalano” il loro tempo e la loro esperienza. Un sacerdote, don Antonio Sparacino, da tempo impegnato nel sociale. Forse è anche per questo motivo che una chiesa, quella della Consolazione di Scicli, diventa “luogo” di speranze, di formazione, di fame di futuro, ospitando l’Incubatore InterHub, fortemente voluto anche da Angelo Galanti e Giuseppe Causarano.

Si è parlato di innovazione -spiega Franco Portelli-, nella consapevolezza che sono gli innovatori quelli che vogliono cambiare il mondo e non sono disposti ad aspettare che a farlo siano gli altri. Cambiano lo stato delle cose con parole, idee, strumenti, tecnologie, imprese e concetti. In questo nostro momento storico dove l’economia rischia di ridursi a merce da vendere o, ancor peggio, a strumento per demolire avversari o per costruire fortune immeritate, non è facile trovare giovani appassionati a questa scienza. E’ con questo pregiudizio che abbiamo avviato InterHub. La realtà, invece, ci ha ‘regalato’ un nuovo ottimismo inaspettato. I formatori stessi -aggiunge Portelli-, non hanno potuto fare a meno di provare stupore di fronte alla serietà con cui i corsisti hanno seguito, in particolare quando ci si è soffermati sull’argomento delle start up. In una Sicilia in cui è percepibile, oggi più che mai, un’assenza di nostalgia del futuro, una rassegnazione che, nella migliore delle ipotesi, si trasforma in rabbia e contestazione, si scopre che c’è la possibilità di andare oltre, di costruire, di generare storie nuove”.