“Cava d’Aliga, ci sono straordinari luoghi (in degrado) da recuperare e valorizzare”

L'associazione "Cava diliga d'aMare" denuncia alcune 'pesanti' problematiche lungo la costa cavadalgese. Chiesti interventi per migliorare la qualità della vita dei residenti

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SCICLI – Cava d’Aliga in queste settimane di piena estate pullula di bagnanti e turisti. Un segnale positivo dopo il lungo periodo di blocco. Tante le tante iniziative che si registrano nel territorio in fatto di tutela ambientale. Tra queste ci piace citare quella di Cava d’Aliga dello scorso fine settimana ovvero “Passeggiata al chiaro di luna con pulizia di Via del mare”. E’ quel tratto di costa rocciosa che collega la spiaggia cavadalgese con il parco di Costa di Carro. Un percorso unico e suggestivo. All’iniziativa, svoltasi nei giorni scorsi, ha preso parte tantissima gente, che ha risposto all’invito di Legambiente Kiafura e dell’associazione ‘Cava d’Aliga d’aMare”. “E’ stata un’occasione per riscoprire –ha detto il presidente dell’associazione ‘Cava d’Aliga d’aMare’ Antonello Iurato la bellezza quasi selvaggia di alcuni angoli della nostra borgata e di denunciare un certo degrado ambientale. La più evidente è la notevole quantità di rifiuti conferiti sulla scogliera e diffusa su tutto il tratto di strada sterrata. Soprattutto nel tratto lontano dalle abitazioni e, quindi da occhi indiscreti, si assiste alla presenza di ogni tipo di rifiuto: plastica, vetri rotti, inerti da cantieri edili, un serbatoio in eternit, vasca da bagno, televisori. Abbiamo fatto del nostro meglio per migliorare il colpo d’occhio. L’altra problematica –aggiunge Iurato- riguarda l’assenza della pubblica illuminazione fatta eccezione per il primo tratto. La recente sostituzione da parte dell’Enel dei pali ammalorati dell’alta tensione, su cui erano presenti dei lampioni, ha previsto nuovi pali senza luci, pertanto, durante le ore notturne il tratto sprofonda nel buio più assoluto”. La denuncia non si ferma qui, Iurato va oltre. “La presenza del tratto di linea fognaria che è diretto alla stazione di sollevamento insistente nel tratto di costa è frequentemente causa di odori nauseabondi e di probabili sversamenti di liquami direttamente nel mare. Inoltre si segnala la mancanza di un tombino in ghisa lungo il tratto della linea fognaria. Attraverso Pec, inviate alla Guardia costiera e al Comune di Scicli -prosegue Iurato-, abbiamo chiesto l’immediato ripristino della pubblica illuminazione fino al tratto in cui insistono le ultime abitazioni, la chiusura al traffico veicolare dell’intera via del Mare, ad eccezione dei residenti, e dei servizi di pubblica utilità (protezione civile, vigili del fuoco), mediante sbarre chiuse con lucchetto. Sarebbe auspicabile un percorso di cicloturismo, basterebbero piccoli interventi per una fruizione in sicurezza, che collegherebbe questo tratto di costa direttamente al percorso dell’adiacente parco”. Infine Iurato chiedeuna ispezione da parte delle autorità preposte atta a verificare l’idoneità dell’impianto fognario e della sua tenuta stagna in prossimità del mare”.