I sindacati alla carica: “Amministrazione Marino, ci dia delle risposte!”

Fp Cgil, Cisl Fp Ragusa Siracusa e Uil Fpl sollecitano l’avvio della contrattazione decentrata a favore del personale

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SCICLI – Risposte in tempi brevi o, altrimenti, si procederà per vie legali. Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp Ragusa Siracusa e Uil Fpl mettono davanti a un bivio l’amministrazione Marino. Un ultimatum lanciato a palazzo di città dalle tre sigle sindacali che reclamano adempimenti urgenti e l’avvio della contrattazione decentrata a favore del personale.

Tutto questo – scrivono in una nota Fp Cgil, Cisl Fp Ragusa Siracusa e Uil Fpl – alla luce delle continue sollecitazioni provenienti dal personale, oltre al fatto che, da quando l’attuale amministrazione comunale si è insediata, non è stato ritenuto opportuno, da quest’ultima, avviare alcun tipo di confronto con i rappresentanti dei dipendenti e, di fatto, nessuna delegazione trattante ha mai visto il via”.

Nel documento spedito al Sindaco, all’Assessore comunale al Personale, al Titolare del Settore I Affari generali e al Segretario comunale, i sindacati evidenziano come le criticità principali abbiano a che vedere con la mancata definizione del Cci, il Contratto collettivo integrativo giuridico: “Avrebbe dovuto essere redatto – affermano – entro aprile 2023.

Tra l’altro – aggiungono le sigle sindacali -, le parti sociali avevano inviato al Comune una bozza di contratto, ma nessun tipo di passo in avanti è stato ancora compiuto. È rimasta in sospeso pure la costituzione del fondo per l’anno 2023 di cui non si è potuto neppure discutere”.

Una circostanza che ha “inibito l’iter per le progressioni tra le aree, al fine della valorizzazione delle professionalità dei dipendenti; condizione – sottolineano – che da oggi consentirebbe la loro ascrizione a qualifiche o categorie superiori”.

Fp Cgil, Cisl Fp Ragusa Siracusa e Uil Fpl non rilevano “nessun passo in avanti, neppure per la definizione dell’istituto della performance anno 2023 e per gli emolumenti derivanti dalla performance anno 2022. Sono rimaste al palo le progressioni orizzontali, perché non è stata stilata alcuna graduatoria. Era stato redatto un bando nel 2022, quindi frutto di un’intesa specifica, ma la definizione della Peo è rimasta lettera morta”.

Così come nessuna notizia – riporta il comunicato – sul piano del fabbisogno anno 2023-2025 contenente risorse per garantire il full time da 34 a 36 ore. Le parti sociali, poi, sollecitano una soluzione per gli operatori dei servizi di pulizia, garantendo agli impiegati competenze istituzionali.

Le tre sigle dicono di essere pronte, se non arriveranno risposte in tempi brevi, “ad adire le vie legali di fronte alle autorità competenti, al fine di dare dignità ai lavoratori e al ruolo del sindacato.

Sono varie questioni che riguardano differenti istituti contrattuali e, rispetto ai quali, sono interessati tutti i dipendenti dell’ente che reclamano – concludono le organizzazioni sindacali – una rapida definizione per evitare pregiudizi di natura giuridica ed economica”.

 

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