SCICLI – La digitalizzazione del sapere lancia a tutti nuove sfide. Questa una delle rfilessioni suggerite dall’interessante dialogo tra il professore Francesco Pira, sociologo della comunicazione all’Università di Messina, e il giornalista Bartolo Lorefice. A loro è toccato il compito di guidare il pubblico dell’area linving del PataPata nel terzo appuntamento di “Autori&Libri, conversando a Sampieri”.
Partendo dalla presentazione del volume “La Buona Educomunicazione” del docente universitario, si è parlato di come il cambio repentino sul modo di fare educazione e formazione abbia rivoluzionato le antiche pratiche. Educare e comunicare non procedono più su due linee autonome, ma sono inscindibili: “Una buona educazione deve essere ben comunicata. Il punto di svolta il dilagante uso della digitalizzazione che pone i giovani davanti ad un mondo della comunicazione frenetico, ricco di dati, molti dei quali virtuali”.
In questo scenario in continua evoluzione, Pira e Lorefice hanno offerto la loro soluzione. Sono del parere che bisogna affidarsi a metodi classici, partendo dal dialogo tra generazioni e dalla partecipazione ai processi di formazione, indispensabili per mettere in atto le nuove pratiche.

“Oggi in alcuni Paesi – è stato detto durante l’incontro – ci sono chiese dove ci si confessa davanti ad un pannello digitale (che fine faranno poi le confessioni non si sa); nel Natale 2025 sul mercato farà il suo ingresso la Barbie dotata di Intelligenza artificiale. Il rischio insomma è quello che ogni singola persona perda la propria identità, rendendoci tutte figure uguali”.
Alla fine del ragionamento rimane fermo un principio, ovvero quello del rispetto reciproco che è la via maestra dell’educazione.
“Ho scritto un saggio – commenta Pira – che è il frutto di un’indagine tra dirigenti scolastici e docenti, con i quali ho avuto modo di interloquire, in modo intenso e profondo, sulle ragioni della buona educazione e della comunicazione. Il problema rimane aperto e valuto che ognuno abbia la responsabilità di trasmettere saperi e conoscenza, compiendoil proprio compito”.
Al PataPata i “tramonti” culturali si prendono una pausa per ferragosto. Torneranno il 20 agosto alle ore 19 con “Cogitare”. La lectio è affidata al professore Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma. L’evento è in collaborazione con l’ordine degli Architetti della provincia di Ragusa. Verrà trattato un tema di grande attualità: “Front water: le forme dell’acqua tra la terra e il mare”.
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