Scicli riallaccia con l’antico lavatoio: la testimonianza delle donne del quartiere

Recuperato e valorizzato, il luogo storico è stato restituito ieri alla comunità sciclitana in una partecipata inaugurazione. Fondamentale il finanziamento da 100 mila euro intercettato dal deputato regionale Ignazio Abbate: “La città si arricchisce di un’altra perla di storia e tradizioni”

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SCICLI – Prosciugate da un degrado decennale, le vasche in pietra sono tornate a riempirsi di storia. Scicli riallaccia con l’antico lavatoio. Le donne del quartiere hanno reso ieri sera ancora più suggestiva l’inaugurazione di una importante testimonianza della vita di un tempo. Panni da lavare, damigiane, bacinelle di metallo. La riproposizione del lavaggio a mano, secondo l’antica tradizione delle massaie, ha riaperto i rubinetti della storia. I ricordi hanno ripreso a scorrere al quartiere Santa Maria La Nova.

La ristrutturazione è stata ufficializzata durante una partecipata cerimonia di popolo, felice di riappropriarsi di una memoria che rischiava di svanire. Restaurato grazie a un finanziamento regionale di 100 mila euro e messo in sicurezza nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbanistica di un’intera porzione di quartiere, ivi compreso il sovrastante costone roccioso, l’antico lavatoio fino a qualche decennio fa era un luogo di socialità, dove le casalinghe si incontravano per lavare il bucato, quando non c’era ancora l’acqua corrente in casa; quel posto diventava occasione di scambi, di amicizia, di familiarità. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Mario Marino, la presidente del Consiglio comunale, Desirè Ficili, il deputato regionale Ignazio Abbate, che ha intercettato il finanziamento in favore del Comune di Scicli, l’assessore Enzo Giannone e diversi consiglieri comunali.

Dopo la benedizione di don Nello Garofalo, il taglio del nastro con la rievocazione di frammenti di una quotidianità ormai lontana. “Scicli recupera – ha detto il Sindaco – un segno della memoria in un luogo che è luogo della memoria”.

Il parlamentare all’Ars Abbate ha sottolineato la valenza storica del lavatoio di via Dolomiti: “Un elemento cruciale – ha spiegato – nel contesto del quartiere di Santa Maria La Nova e San Guglielmo; il luogo dello ‘scambio di testimone’ nel graduale passaggio plurisecolare della città dal colle di San Matteo alla vallata, fungendo da sedimento, in cui si specchiano e si trasmettono le tradizioni religiose e culturali della città alta alla Scicli contemporanea.

​Dall’esponente della DC è stata espressa grande soddisfazione per il completamento di un progetto che va oltre il semplice recupero edilizio. “Quando, mesi fa, gli amici sciclitani mi fecero scoprire questa straordinaria testimonianza del tempo che fu – prosegue Abbate –, colsi subito la necessità di intervenire. Questo luogo, fino a pochi decenni fa, era un vero centro di socialità: un’occasione di scambi, di amicizia, di familiarità. Oggi, restituire questo sito, dopo anni di degrado, causato purtroppo dall’inciviltà, significa restituire a Scicli una parte viva della sua identità“.

​Nel processo di recupero della struttura e dell’area, grazie ai ribassi d’asta, è stato possibile estendere la pavimentazione in pietra e implementare l’illuminazione pubblica. “Oggi è una giornata di grande gioia. Scicli si arricchisce di un’altra perla di storia e tradizioni. Il mio ringraziamento – conclude Abbate – va a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato, in particolare alla presidente Ficili, all’amministrazione comunale e a tutti gli amici che hanno supportato l’iter amministrativo e la gara d’appalto“.

 

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