SCICLI – Arrabbiature da Tari. A Scicli si torna a contestarla. Più precisamente a Donnalucata, dove il comitato Micenci segna in rosso gli importi da pagare, riscontrando delle “gravi inesattezze”.
Il gruppo di residenti a priori bolla come “iniqua” la Tassa comunale sui rifiuti, in quanto “non si basa sulla produzione reale dei rifiuti, ma sulla superficie e sui componenti il nucleo familiare”. E lo diventa ancor di più se “contiene errori – spiega il comitato – che gravano sui cittadini per centinaia di migliaia di euro”.
L’errore proverrebbe dalla delibera di giunta n. 62 del 29/4/2025, che ha approvato un atto transattivo tra il Comune di Scicli e la società che gestisce il servizio di igiene ambientale, ossia l’Impregico. “Nella transazione – commenta l’associazione – si fa riferimento all’aumento del numero degli utenti oltre la soglia del 20% (in questo caso più del 30%), che dà diritto all’aumento del canone per il gestore”. Un calcolo che si baserebbe però su presupposti errati. “È sbagliato – fa rilevare il gruppo – il numero iniziale delle utenze inserito nell’atto di transazione, perché desunto dal piano di intervento del 2014, revisionato nel 2018, che non è un documento di gara, ma soltanto un progetto di massima utile per l’approvazione da parte della Regione Siciliana”.
Stando al comitato, il numero iniziale esatto delle utenze sarebbe di 22.120. Lo afferma mostrando, come prova, la delibera del Consiglio comunale (n. 29 del 30/03/2018) di approvazione della Tari 2018.
Ritenuto errato il dato finale di 26.246 utenze al 31/12/2024, inserito nell’atto di transazione. “Quello esatto – sostiene Micenci – è di 22.415, come si evince dalla delibera del Consiglio comunale (n. 28 del 29/4/2025) di approvazione della Tari 2025”.
I cittadini che contestano gli importi si domandano come sia possibile che a distanza di tre ore fra la delibera del Civico consesso e quella della Giunta municipale le utenze aumentino di 3.831 unità. “A questo punto se il numero corretto è 26.246 – ragiona l’associazione – i cittadini stanno pagando di più, perché il costo della Tari è stato spalmato su un numero inferiore di utenze”. Il comitato avanza la seconda ipotesi. “Al contrario, nel caso in cui la somma corrisponda a 22.415 utenze è stato concesso un adeguamento canone al gestore molto superiore a quello dovuto e quindi la Tari per i cittadini di Scicli nel 2026, 2027 e 2028 aumenterà ingiustificatamente”.
“Micenci” si rivolge al sindaco Mario Marino per ricevere dei chiarimenti sulle incongruenze rilevate e intervenire con le opportune e conseguenti correzioni al Piano Economico Finanziario (PEF). “A Donnalucata – termina la nota del comitato – siamo già abbandonati, con servizi non adeguati rispetto a quanto i cittadini pagano, a cominciare dall’insufficiente pulizia della spiaggia di Micenci e dei lungomare, come più volte denunciato, per non parlare dello spazzamento manuale quasi del tutto assente”.
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