Scicli, una stradina che va allargata: “Fare passare i soccorsi!”

Gli abitanti delle vie Rosario e San Domenico si rivolgono a Sindaco, responsabile della Protezione Civile comunale e Prefetto per rendere il tratto accessibile in caso di emergenza

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SCICLI – La gola dell’imbuto “blocca” i mezzi di soccorso. Da lì in poi è impossibile passare, proseguire: la stradina è troppo stretta. Gli abitanti delle vie Rosario e San Domenico temono che la gestione di eventuali emergenze venga letteralmente compromessa dalla strettoia, con gravissime ripercussioni. La conformazione del quartiere, già di suo, non aiuta. Un intreccio di viuzze che si arrampica verso il colle del Rosario, rende di base complicati gli spostamenti con mezzi privati.

Tanta la preoccupazione tra i residenti, tanto da arrivare a promuovere una petizione indirizzata al Sindaco, al Responsabile della Protezione civile comunale e, per conoscenza, al Prefetto di Ragusa.

Non possiamo continuare – afferma un portavoce del gruppo – a essere tagliati fuori dal raggio di azione dei mezzi di soccorso. In caso di emergenza corriamo un grossissimo rischio. Un’ambulanza è costretta a fermarsi molto prima rispetto alla possibile destinazione dell’intervento; lo stesso vale per i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine. I soccorsi da noi sono possibili solo a piedi, con inevitabili e notevoli limitazioni nella conduzione di situazioni emergenziali”. Una via d’uscita alla problematica, stando ai firmatari della segnalazione, ci sarebbe: “Se non esistesse la soluzione non avremmo fatto nulla. Vedete quei marciapiedi? Il rimedio proprio sta lì!”.

Gli abitanti, infatti, fanno notare che i margini per un allargamento della strada esistano: “Basterebbe ridurre i marciapiedi, le cui dimensioni sono sproporzionate rispetto alle nostre reali esigenze e alle dimensioni della strada, e il problema si risolve. Basta poco”.

Siamo reduci da una stagione invernale complicata con piogge e allagamenti; bisogna, quindi, evitare che la strada continui a essere inaccessibile in caso di calamità naturale anche dopo la prossima estate. Siamo sempre col fiato sospeso, immaginando che qualcosa di grave possa accadere, senza poter contare su soccorsi rapidi ed efficienti. Perché correre rischi? La soluzione ve l’abbiamo spiegata. Siete ancora in tempo – termina la lettera – per intervenire. Tocca a voi!”.

 

 

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