SCICLI – Braccato, affiancato e costretto ad arrestare la marcia della sua autovettura da una Fiat Panda, che gli ha sbarrato la carreggiata. Emersi ulteriori particolari sull’estorsione con pestaggio di cui è stato vittima il 72enne pensionato lo scorso 3 febbraio a Donnalucata.
Stamani, nel corso di una conferenza stampa a palazzo di Giustizia, il procuratore della Repubblica di Ragusa, Francesco Puleio, ha ripercorso nei dettagli l’attività investigativa, culminata con l’arresto di cinque sciclitani. Due i mandanti e tre gli esecutori dell’agguato: M. F. (45 anni), G.E. (41 anni), C.D. (43 anni), A.C.R. (52 anni), A.B. (52 anni). Gli arrestati, allo stato degli atti e fatto salvo il principio della presunzione di non colpevolezza sino alla condanna definitiva, sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei delitti di tentata estorsione e lesioni personali aggravate in concorso.
Stando alla ricostruzione illustrata stamani, il pensionato, mentre percorreva via Salvador Allende, è stato fatto scendere dalla sua autovettura e trascinato con violenza sull’asfalto dalle tre persone. Nel corso dell’aggressione, con una serie di calci, pugni e schiaffi, la vittima è stata scagliata a terra, riportando lesioni al volto e agli arti.

Mentre infierivano, gli aggressori hanno rivolto al 72enne minacce di morte destinate anche alla sua famiglia, intimandogli di saldare un presunto debito, disconosciuto dalla vittima.
Ai risultati delle indagini sin qui ottenuti e condivisi dal Gip del Tribunale di Ragusa (suscettibili di ulteriori convalide in sede giurisdizionale) si è giunti grazie al tempestivo intervento dei militari dell’Arma. Incrociando le dichiarazioni della vittima, gli esiti di mirate attività tecniche e un’attenta analisi dei sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti ad individuare l’autovettura, con la quale si erano mossi i tre aggressori, ricostruire ogni istante e movimento dell’azione criminosa, identificando gli esecutori materiali del pestaggio.
Le indagini non si sono fermate al solo livello esecutivo, ma hanno puntato ad individuare i registri dell’operazione. Così come spiegato nella conferenza, la spedizione punitiva era stata commissionata per recuperare forzosamente un presunto credito di 24.000 euro, riferibile a pregressi prestiti di denaro elargiti da due fratelli gemelli del posto alla vittima e alla sua ex compagna.
Nel corso delle attività d’indagine, sono state perquisite le abitazioni dei presunti mandanti, rinvenendo, all’interno di alcune casseforti, oltre 48.000 euro in contanti. Insieme al denaro sono stati sequestrati svariati assegni, tra cui titoli di credito a firma della vittima stessa, a testimonianza del preesistente rapporto finanziario che aveva originato l’illecita e violenta pretesa estorsiva.
Inoltre, durante l’odierna operazione, nell’abitazione di uno dei presunti mandanti, sono stati sequestrati 6.500 euro in contanti.
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