SCICLI – Lo squilibrio è causa di bufera. In molti hanno notato che la bilancia a due piatti pende totalmente da un lato rispetto all’altro. Dei circa 123 mila euro stanziati dall’amministrazione Marino per integrare il cartellone degli eventi estivi solo una piccola parte rimane a Scicli. Il resto va fuori città.
Dal mondo associazionistico sciclitano la scelta di suddividere la “torta” in parti disomogenee non è stata apprezzata, manifestando perplessità per la decisione presa da palazzo di città. Anche Start Scicli, Partito Democratico e Territorio sollevano degli interrogativi. Esigono dalla giunta Marino delle risposte sui criteri adottati nella selezione e, quindi, nel finanziamento delle proposte ricevute.
“L’amministrazione afferma che il calendario estivo – fa notare Start – è stato costruito attraverso un ‘percorso partecipativo’ con le associazioni del territorio. Ma di quale percorso si parla? Quando è stato organizzato? Chi vi ha partecipato? Con quali modalità sono state raccolte le proposte? Molte associazioni hanno semplicemente risposto a un avviso pubblico; definirlo un ‘percorso partecipativo’ appare quantomeno discutibile”.
Per gli startini è ancora più sorprendente un altro passaggio della delibera. “Si legge che le associazioni locali – aggiunge il movimento – avrebbero aderito ‘senza richiesta di sostegno economico da parte dell’Ente’. Ma come si può sostenere una simile affermazione se nell’avviso pubblico non era prevista alcuna possibilità di richiedere un contributo? Se non viene data l’opportunità di presentare una richiesta economica, come si può concludere che nessuno l’abbia avanzata?”.
A Start non va bene che “alle associazioni locali viene sostanzialmente chiesto di contribuire gratuitamente alla costruzione del calendario estivo, mentre altre proposte progettuali vengono finanziate con risorse pubbliche per un totale di 123 mila euro”.
Il movimento startino ha la sensazione che si continui a considerare il mondo dell’associazionismo locale come una “risorsa da utilizzare quando serve riempire un calendario, salvo poi destinare le risorse economiche più consistenti ad altri soggetti”.
Oltre a contestare la “ritardataria” pubblicazione del cartellone estivo completo, il Partito Democratico rileva alcune incongruenze. “In un recente Consiglio comunale – commentano i dem – l’assessore al ramo Giuseppe Mariotta ha ribadito alle tante associazioni, da sempre operanti in città, che, anche stavolta, non poteva esserci alcuna compartecipazione economica da parte dell’Ente alle iniziative in cantiere e le stesse potevano promuovere incontri facendosi carico di ogni e qualsivoglia costo. Ora si apprende che, mediante una delibera, è stata individuata una cifra per finanziare alcuni eventi”.
Pure gli interrogativi dem sono numerosi: “Perché non riconoscere dignità alle tante realtà associative locali che ogni anno reggono sulle proprie spalle l’offerta culturale e di intrattenimento in città, innescando anche processi virtuosi di sviluppo economico? Per quale motivo finanziare in maniera così preponderante gruppi che non hanno sede a Scicli a dispetto di quelle locali?”.
Territorio esordisce, invece, mostrando un dato percentuale: “Oltre il 75% finisce fuori dal Comune. Quale tutela per il tessuto locale? L’approvazione dell’integrazione al cartellone estivo apre un interrogativo politico ed economico fondamentale per la nostra comunità”.
Per il movimento la sproporzione è evidente. “Di fatto l’unica realtà sciclitana beneficiaria – commenta – riceve una quota minoritaria, mentre il resto dei finanziamenti prende la strada di Licodia Eubea, Barletta e Modica”.
Fermo restando il valore della qualità artistica e dell’attrattività turistica delle singole proposte, Territorio ritiene doveroso porre, in conclusione, una questione di metodo e di priorità amministrativa. “Valorizzare le competenze, le maestranze e le associazioni locali – termina il documento – non significa chiudersi al nuovo. Chi vive e opera quotidianamente in città non deve essere chiamato soltanto a collaborare a titolo gratuito, mentre le risorse di bilancio prendono altre direzioni. Chiediamo un confronto aperto e trasparente affinché le future scelte di programmazione economica e culturale mettano al centro la crescita reale e sostenibile della nostra comunità”.
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