Scicli: sulla facciata della casa natale del giudice Severino Santiapichi una targa commemorativa

Sarà svelata stasera alle ore 19. Non mancano le iniziative in occasione del centenario della nascita dell’illustre concittadino: al PataPata, nell’ambito della rassegna letteraria “Autori & Libri, conversando a Sampieri”, è stata presentata una biografia romanzata sul magistrato e scrittore sciclitano

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SCICLI – Baluardo invalicabile delle istituzioni repubblicane, preservando le basi democratiche in uno dei periodi più bui della storia del Paese. Proseguono a Scicli le iniziative per il centenario della nascita del giudice Severino Santiapichi, scomparso dieci anni fa. La sua città si prepara a riservargli un altro omaggio.

Stasera, alle ore 19, al quartiere Stradanuova (corso Umberto, angolo via Tevere) verrà inaugurata una targa commemorativa sulla facciata della casa natale dell’illustre concittadino. È una iniziativa promossa dal Comune di Scicli, su suggerimento del GdS. Ciò per rendere omaggio all’uomo di Legge, all’intellettuale, allo scrittore, al cittadino esemplare.

Definito da molti anche come il “Giudice gentiluomo”. Non a caso è il titolo di una biografia romanzata, fatta di testimonianze, ricerca di storie e di persone, aneddoti, presentata nei giorni scorsi al Pata Pata di Sampieri, nell’ambito dell’ottava edizione della rassegna letteraria “Autori & Libri”.

Salvatore Lordi, giornalista d’inchiesta, ha scritto l’opera dedicata alla vita di Santiapichi, senza l’enfasi rievocativa e calando il personaggio nell’epoca in cui ha vissuto e agito. L’autore ha conversato con il critico letterario Giuseppe Pitrolo. Si è così voluto celebrare la figura del magistrato, che ha attraversato, con le sue sentenze, il processo per il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e l’attentato a Giovanni Paolo II. L’opera si avvale della prefazione di Walter Veltroni e dell’introduzione di Cesare Parodi, già presidente dell’ANM.

La biografia romanzata “Il Giudice Gentiluomo” traccia un percorso che affronta i temi della sua infanzia, con il racconto dei luoghi, di Scicli degli anni ’40, della famiglia con la perdita precoce del padre, del rigore negli studi e dell’avvio della carriera in magistratura in Somalia, sino a presiedere la prima sezione della Corte d’Assise di Roma. Ed è in questa funzione da cui emerge la sua fedeltà ai temi incrollabili dello Stato di diritto, avendo sempre e comunque come riferimento la personalità dell’imputato, che fa del suo tratto la resa di una giustizia dal volto umano. Il numeroso e attento pubblico ha poi assistito alla proiezione di una clip, capace di sintetizzare in modo efficace i tratti più importanti della vita del giudice. Un supporto alla riuscita della serata è stata la presenza del figlio Xavier e di quelle persone che con Santiapichi nel tempo hanno avuto un rapporto di amicizia e di duratura stima.

 

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