SCICLI – La dorsale di drenaggio delle acque meteoriche del Villaggio Jungi, che oggi scarica le acque di pioggia su viale Primo Maggio, con allagamenti ricorrenti in occasione di eventi intensi, sta richiedendo più tempo del previsto. Residenti e automobilisti da alcuni mesi hanno iniziato a spazientirsi, lamentano disagi per il protrarsi dei lavori che obbligano la chiusura temporanea al traffico veicolare della circonvallazione Ovest.
Il primo stralcio, ora in esecuzione, comprende il tratto terminale del collettore interrato lungo via Noce, a partire dall’intersezione con la rotatoria di viale Primo Maggio, il canale e la nuova rete di valle verso il torrente Modica-Scicli, la vasca di raccolta e l’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, il manufatto di scarico controllato e le opere di protezione dell’alveo.
Dal Comune vogliono mettere le cose bene in chiaro, motivando le ragioni del rallentamento dei lavori, consegnati in via d’urgenza il 04/09/2025, data dalla quale decorrono i termini contrattuali, e concretamente avviati il 22/09/2025.
“Dopo la pulizia dell’area di valle, invasa da fitta vegetazione – spiegano dal Municipio -, sono state rinvenute acque sorgive con portata continua, anche in tempo asciutto, e opere interrate interferenti con il tracciato del canale (una cisterna e un pozzetto della rete consortile), non rilevabili in fase di progettazione”. Imprevisti che hanno obbligato alla sospensione dei lavori il 14/10/2025, portando alla redazione di una perizia di variante. “Una volta approvata – spiega il Municipio -, il cantiere è ripreso il 18/03/2026”.
Gli ostacoli però hanno continuato a tormentare il progetto iniziale. “Il 18 settembre scorso, durante una violenta precipitazione – prosegue il documento -, le acque dei collettori esistenti si sono riversate in modo incontrollato a valle, nell’area di esecuzione, creando danni alle opere in corso costruzione”.
La complessità del cantiere, inoltre, non ha agevolato le tempistiche. “Il collettore di grande diametro lungo via Noce – aggiunge il Comune – richiede scavi profondi in una sede stradale ristretta, a ridosso dei fabbricati e dei sottoservizi esistenti. Per la sicurezza dei lavoratori e la stabilità degli edifici e della strada, le pareti degli scavi devono essere sostenute con moduli di blindaggio, che impongono di procedere per tratti brevi e successivi”.
Non si esclude che potrebbero esserci altri rallentamenti. “Durante gli scavi – precisa la nota – possono emergere sottoservizi non censiti o in posizione diversa da quella nota (reti idriche, fognarie, del gas, elettriche e di telecomunicazione), la cui risoluzione richiede l’intervento dei rispettivi gestori: tali interferenze, allo stato non prevedibili nella loro entità, potranno incidere sui tempi di completamento”.
Stando al verbale, il tempo di consegna dei lavori era fissato a 360 giorni naturali e consecutivi, con ultimazione, dunque il 30 agosto scorso. “Il cantiere – commentano da palazzo di città – è rimasto sospeso totalmente dal 14/10/2025 al 18/03/2026, per 155 giorni complessivi, e l’atto aggiuntivo alla perizia di variante ha concesso ulteriori 60 giorni”. Si è così arrivati a un aggiornamento delle tempistiche. “Il termine contrattuale di ultimazione – specifica il Comune – è pertanto fissato ad aprile 2027 (30/08/2026, più 155 giorni di sospensione, più 60 giorni di variante)”.
I lavori lungo via Noce procedono per tratti con i moduli di blindaggio e le opere di valle, le più complesse dal punto di vista idraulico, sono in fase di completamento. “I disagi legati alla chiusura di via Noce, arteria importante per il traffico cittadino – riporta il documento -, sono temporanei e necessari per realizzare un’opera fondamentale a proteggere stabilmente il quartiere e la viabilità dagli allagamenti tanto deprecati in questi anni”.
La rete esistente è infatti insufficiente e inadeguata a smaltire le piogge intense. “Quella in corso di realizzazione – conclude il Comune – è dimensionata per l’evento di pioggia con tempo di ritorno di 30 anni, cioè un evento che ha in media una probabilità su trenta di verificarsi in un anno (circa 57 mm di pioggia in un’ora). Con i parametri previsti, il progetto limita a non più di 5 cm il velo d’acqua sulla strada e sulle aree circostanti, garantendo la percorribilità in sicurezza delle strade anche durante i nubifragi”.
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