“Revenge porn”, il dibattito a Sampieri

Sabato scorso durante il secondo appuntamento di “Autori & Libri”. Ospiti della rassegna letteraria in riva al mare del PataPata Francesco Pira e Melania Mento

-Pubblicità-    

SCICLI – Profonda analisi sul “revenge porn” sabato sera al PataPata, durante il secondo appuntamento di “Autori & Libri”. Il sociologo della comunicazione Francesco Pira e la psicologa clinica Melania Mento, entrambi professori associati all’UNIME, dialogando con la giornalista Sarah Donzuso, hanno offerto al pubblico della rassegna letteraria in riva al mare un solido contributo alla conoscenza del fenomeno, legato alla diffusione on-line non consensuale di immagini o foto intime, con lo scopo di distruggere la reputazione delle persone che si intendono colpire.

Durante il dibattito è stato sottolineato come in Italia, dato giugno 2022, siano due milioni le persone vittime di “revenge porn”, mentre 14 milioni quelle che hanno guardato in rete immagini di pornografia non consensuale (fonte TF group per Permesso negato.it). Il 4 per cento degli italiani ne sono rimasti vittima (70 per cento le donne, 17 per cento gli uomini e 13 per cento LGBQT)

Il fenomeno – è stato spiegato da Pira e Mento – ha mietuto vittime di suicidi, quello più clamoroso di Tiziana Cantone nel 2016. Nel calderone del ‘revenge porno’ anche Belen e Diletta Leotta per restare sui personaggi da copertina”.

L’interessante dialogo ha preso vita dall’opera “La violenza in un clik”, scritta a quattro mani dai due cocenti universitari. Il testo fornisce un aiuto importante per capire e governare i nuovi orizzonti della esistenza nostra e dei nostri figli.

Secondo Pira “non sono le nuove forme di comunicazione che non funzionano, è il loro uso distorto e senza controllo che determina queste situazioni limite, sino agli atti di violenza su se stessi, messi in circolo da giovani e giovanissimi per catturare like in un processo di emulazione sul modello delle influencer”.

Mento si è soffermata, invece, sul “rapporto emotivo che i giovani vivono con la realtà particolare, dove i genitori sono ignari e non controllano ove ne avessero i saperi per farlo. Ritorna in auge la crisi dei valori, la decostruzione dei modelli di comportamento ed entrano in gioco la tenuta educativa della famiglia e della scuola con un’informazione che non educa più”.

Il ‘revenge porn’ – hanno detto infine i due autori dell’opera – è solo un aspetto degenerativo di un sistema di comunicazione che trova in Tik Tok, Instagram e diverse app gli strumenti che gestiscono e controllano la vita di ognuno di noi. Una rete virtuale che sovrasta la vita reale di cui ancora ne ignoriamo i confini e le pericolosità future”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

-Pubblicità-