L’altra Cavalcata: “Cavalli soffrono, non negatelo! Bardature opprimenti!”

Riaccende la protesta la Lega Anti Vivisezione di Ragusa, tornata a disapprovare le modalità di svolgimento della folkloristica sfilata. Pretese delle “modifiche” per favorire il benessere degli animali

-Pubblicità-  

SCICLI – Divergenza ricorrente. Animalisti e “pionieri” delle tradizioni storicamente vanno poco d’accordo sulla Cavalcata di San Giuseppe. La Lega Anti Vivisezione di Ragusa torna a denunciare le “sofferenze” che i cavalli sono “costretti a patire” durante la folkloristica sfilata.

Parole roboanti usate per descrivere un sentimento di indignazione verso il “sacrificio” degli animali. “Dietro il folklore e l’arte dell’infiorata – afferma la Lav -, si nasconde una realtà di profondo disagio per gli animali coinvolti. Nonostante le rassicurazioni di facciata, i cavalli a Scicli sono costretti a subire bardature opprimenti e stimoli ambientali incompatibili con la loro natura”.

All’associazione animalista non vanno bene i manti di violaciocca, in quanto la testa degli equini risulta “completamente intrappolata, contro natura”, né il passaggio ravvicinato ai falò, ritenuta una “fonte di stress estremo“; nemmeno la folla, perché il contatto fisico forzato e il rumore assordante “violano ogni norma di benessere etologico”.

La Lav Ragusa chiede formalmente al Sindaco di Scicli e agli organizzatori diverse “modifiche” alla Cavalcata. “Occorrono – si legge in un comunicato – dei limiti rigorosi per le bardature, con controlli veterinari indipendenti prima e durante la sfilata; necessario garantire uno distanziamento dei falò dal percorso degli animali per prevenire incidenti e ustioni”. Gli stessi destinatari vengono invitati dall’associazione animalista ad eliminare l’uso dei botti, un’altra questione per la quale si batte da anni. “Vogliamo – prosegue la lav – l’abolizione totale dei fuochi d’artificio, da sostituire con spettacoli di luce silenziosi, in segno di rispetto per gli animali e per chi soffre a causa delle guerre”.

Chiamati in causa dall’associazione animalista anche la Chiesa e la Diocesi di Noto. “È necessario – prosegue la nota – un esame di coscienza collettivo: viviamo un momento storico in cui il fragore delle bombe stermina popoli vicini e costringe migliaia di profughi alla fuga, l’uso dei fuochi d’artificio e dei botti è un insulto alla pace. È inaccettabile che la Chiesa permetta che una festa religiosa si trasformi in una simulazione di guerra sonora. Chiediamo coerenza con il messaggio di San Francesco e dell’Enciclica Laudato Si’: ‘Rispettare il Creato significa rispettare la sensibilità degli animali e il dolore delle vittime dei conflitti’“.

Non siamo contro le radici di Scicli – conclude LAV Ragusa -, ma crediamo che una città candidata all’eccellenza culturale debba saper evolvere. Una festa è tale solo se nessuno soffre: né l’animale sotto il peso del manto, né l’uomo sotto il peso delle bombe“.

 

Scicli Video Notizie è pure su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriversi al canale e rimanere aggiornati costantemente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

-Pubblicità-