Casa della Comunità, “Scicli rimasta senza! In Italia rappresenta una anomalia”

Lo fa notare lo Spi Cgil di Ragusa. Al Prefetto lo stesso sindacato chiederà di convocare un tavolo istituzionale con l’Asp 7, i Comuni capofila dei Distretti socio-sanitari per individuare delle opportune soluzioni

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SCICLI – Nel ventaglio dei Comuni con oltre 25 mila abitanti Scicli rappresenterebbe una delle due anomalie (l’altra Comiso) in Italia. La discordanza viene messa in evidenza dallo Spi Cgil di Ragusa, parlando delle Case della Comunità, strutture pensate per ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e aiutare soprattutto i malati cronici e i soggetti fragili.

Il territorio ibleo – denuncia il segretario generale del sindacato, Saro Denaropresenta una situazione che non trova riscontri nel resto d’Italia. Oltre a essere l’unica provincia italiana priva di una Casa della Comunità nel Comune capoluogo, rileviamo una grave anomalia che interessa Scicli e Comiso. Queste sono le sole città italiane con oltre 25 mila abitanti a non poter contare sulla struttura sanitaria”.

Per lo Spi Cgil di Ragusa è una condizione “critica“, che lascia oltre il 40% della popolazione della provincia iblea senza uno dei principali presidi della nuova sanità territoriale. “Le Case della Comunità – spiega Denaro – rappresentano infatti il fulcro del nuovo modello di assistenza nei territori. All’interno di esse trovano spazio il Punto Unico di Accesso, che orienta i cittadini nella rete dei servizi sanitari e sociosanitari, le équipe multidisciplinari, incaricate della presa in carico dei pazienti, e i percorsi di partecipazione della cittadinanza, strumenti fondamentali per costruire una vera integrazione tra servizi sanitari e sociali”.

Stando al sindacato dei pensionati della Cgil Ragusa, l’assenza di tali strutture priva intere comunità di funzioni essenziali e di un modello di assistenza pensato per rispondere in maniera più vicina ed efficace ai bisogni delle persone. “Non è questo il momento di individuare responsabilità – prosegue Denaro – ma di trovare soluzioni concrete. Riteniamo indispensabile aprire un confronto istituzionale per garantire anche ai cittadini di Ragusa, Scicli e Comiso gli stessi diritti riconosciuti al resto del Paese”.

Motivo per cui, alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, lo Spi Cgil di Ragusa chiederà al Prefetto di convocare un tavolo di confronto, con l’Asp di Ragusa, i Comuni capofila dei Distretti socio-sanitari iblei, Vittoria e Modica, e l’Assessorato regionale della Salute, in modo da individuare soluzioni utili a colmare tale disparità denunciata, che penalizzerebbe migliaia di persone del territorio. “Parallelamente, il sindacato – termina la nota – avvierà una campagna di informazione, rivolta alle comunità di Ragusa, Scicli e Comiso, affinché i cittadini siano pienamente consapevoli delle opportunità e dei servizi previsti dalla riforma della sanità territoriale e delle carenze che oggi interessano i loro territori.

 

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